Terra dei Fuochi. Crimini ambientali da oggi puniti come genocidio e reati di guerra

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Deforestazione e sfruttamento di risorse naturali sono ora crimini ambientali e, pertanto, punibili a tutti gli effetti come il genocidio e i crimini di guerra.

Si tratta di una delle tante vittorie e in particolare dell’ultima raggiunta dalla Corte Penale
Internazionale
(ICC). A partire dal 2002 infatti l’autorità è riuscita ad ottenere la persecuzione di crimini contro l’umanità, quali il genocidio e i crimini di guerra.

L’attuale punibilità di crimini all’ambiente fa pensare ad una maggiore e dovuta attenzione nei confronti di ciò che quotidianamente accade. Riferimento chiaro agli eventi che il nostro pianeta è costretto a fronteggiare in tempo di pace.

Pace e guerra diventano a questo punto due parole intercambiabili se ci riferiamo ai tempi in cui l’uomo stesso conduce una guerra senza alcuna ragione a danno della sua stessa casa.

139 sono stati i Paesi pronti a firmare lo Statuto di Roma: chi  proviene da uno di questi e dovesse commettere una qualsiasi atrocità all’ambiente in cui viviamo, sarà punito dalla Corte Penale.

Crimini nei confronti del nostro habitat naturale sono per niente estranei al territorio napoletano. Riferimento esplicito ai troppi incendi che hanno devastato il territorio che generosamente ci ospita. Civiltà e pace a questo punto sembrano parole sconosciute a chi, ancora oggi, continua a commettere un grave crimine.

Crimine è il termine giusto per parlare di azioni che sono state impunite, o almeno non punite giustamente. Le cose sembrano cambiare se incendi, con conseguenti ed inevitabili diboscamenti vanno d’ora in poi collocati accanto ai tristi genocidi che hanno reso la storia umana deleteria per le prossime generazioni.

L’estate appena trascorsa è stata per noi più nocivamente afosa e ciò non è assolutamente ripetibile, umanamente parlando. Incendi e roghi tossici hanno reso l’aria che respiriamo malsana e irrespirabile. Per far sì che nulla accada nuovamente dobbiamo essere pronti a ritenere questi danni, e non solo, per quello che realmente sono: veri e propri crimini. Doveroso a tal proposito citare lo sversamento illegale di rifiuti con la scoperta di nuove discariche e un notevole innalzamento del tasso di inquinamento.

Lecito affermare che alcuni dei terreni colpiti da queste catastrofi sono ancora attualmente coltivati. Scontato parlare di una grave conseguenza: le cosiddette vittime bianche. Nella terra dei fuochi morire di tumore non è più una “prerogativa” di persone anziane. Sono sempre più, infatti, i giovani che perdono la vita colpiti da tale malattia: una morbo anche ambientale.

Non resta altro da fare se non capire che la Corte Penale Internazionale è ormai pronta a punire i troppi crimini che oggigiorno attanagliano la nostra terra.

In quanto cittadini non ci resta che essere fieri del traguardo raggiunto a seguito del comunicato stampa del 15 settembre. Stop anche all’abuso delle risorse naturali che ci circondano.

In seguito all’avvenuto allargamento dei crimini contro l’umanità dobbiamo sentirci degnamente protetti e al tempo stesso dobbiamo proteggere noi e le generazioni future.

Fonti:

http://www.rinnovabili.it/ambiente/crimini-ambientali-genocidio-icc-222/

https://www.icc-cpi.int/Pages/item.aspx?name=pr1238

 

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