Cantone. Il web si rifiuta di cancellare le immagini, Facebook: “Non spetta a noi farlo”


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Tiziana Cantone

Il suicidio di Tiziana Cantone ha acceso i riflettori sul mondo di internet. Quanto è libero e sicuro un luogo in cui chiunque, spesso dietro l’anonimato, può condividere di tutto? Al di là delle interpretazioni che se ne possano fare su questa vicenda, ci sono ancora alcuni tasselli da completare in questo intricato puzzle. E’ di poche ore fa l’ennesima beffa nei confronti della famiglia di Tiziana Cantone. E questa volta arriva addirittura da Facebook.

La società infatti ha presentato al Tribunale di Napoli Nord ricorso contro l’ordinanza emessa lo scorso 5 settembre dal giudice Monica Marrazzo, la quale imponeva “l’immediata cessazione e rimozione di ogni post o pubblicazione contenente immagini o apprezzamenti” riferiti alla giovane morta suicida.

Facebook, in buona sostanza, non assicura la rimozione definitiva delle immagini che hanno tormentato la Cantone: “Facebook Ireland non era tenuta a rimuovere l’accesso ai contenuti senza che prima vi fosse un ordine in tal senso emesso dalle autorità competenti, ai sensi dell’art. 16 del decreto E-Commerce“.

Quindi, il social network, si difende insistendo sul fatto che non compete in prima persona a Facebook vigilare su ciò che gli utenti pubblicano: “Sebbene Facebook Ireland, infatti, comprenda bene le ragioni che hanno spinto la ricorrente alla proposizione del ricorso introduttivo, non può che attenersi al regime di responsabilità limitata previsto per gli hosting provider. Regime che tutela non solo Facebook Ireland, ma anche la libertà di espressione dei propri utenti“.

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