Campania, aspettativa di vita inferiore a quella del Nord: si muore di più al Sud

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Ieri ha parlato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Walter Ricciardi, all’inaugurazione dell’anno accademico del Campus Bio-Medico di Roma. Un incontro utile nel quale è stato fatto il punto della situazione sul sistema sanitario nazionale. I dati, per quanto riguarda la Campania, e più in generale il Sud, sono allarmanti: “In Campania e in Sicilia si ha una speranza di vita alla nascita di 4 anni inferiore rispetto a Trentino e Marche – esordisce Ricciardi – I fattori di rischio per la salute restano distribuiti in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, la disponibilità e l’accesso ai servizi, invece, penalizzano i cittadini del Sud e delle regioni centrali, in piano di rientro“.  Un quadro preoccupante, anche in relazione con altri paesi d’Europa e del mondo: “Il Sud del nostro Paese – spiega Ricciardi – è paragonabile alle regioni dell’Est Europa e persino dell’Africa. Oggi è più sicuro nascere a Tunisi rispetto ad alcuni ospedali calabresi o campani“.

Emblematico, poi, è l’aumento delle cosiddette “morti evitabili“, in aumento al Sud, soprattutto in Campania, con percentuali del 20%: “Che vuol dire mortalità evitabile? Vuol dire che una donna in una regione muore di cancro al seno perché non ci sono gli screening e la diagnosi arriva in ritardo, che le vaccinazioni non sono erogate gratuitamente in tutte le regioni, che le terapie non sono adeguate e i malati sono costretti a spostarsi“. Un dato che si correla poi al tasso di mortalità, più alto al Sud che al Nord, non legate alla maggiori incidenza delle malattie, quanto ai disservizi del sistema sanitario nazionale e regionale.

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