Referendum, in provincia di Napoli trionfa il no: Buonajuto delude Renzi

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In Campania, a Napoli come a Salerno, è il trionfo del no, come dimostrano i dati. Non sono bastati politici, imprenditori, professionisti e un esercito di comitati civici a convincere gli elettori campani ad approvare la proposta di riforma costituzionale e con essa anche l’ormai ex premier Matteo Renzi.

Al voto politico, alle dinamiche nazionali, agli equilibri dei partiti si sono sommate le variabili locali: quel che ne esce fuori è un territorio lacerato, un clima di grande incertezza e un popolo profondamente arrabbiato.

A Torre del Greco, città nella quale il sindaco di Forza Italia Ciro Borriello si è schierato apertamente nel segno della bocciatura del referendum, il no sfonda il tetto del 70% lasciando il si ad appena il 29,40%, perfino dietro al trend nazionale. A tifare per il no c’era anche Luigi Gallo, deputato torrese del M5S mentre a sostegno del si c’erano il senatore dei Moderati, già Idv, Nello Formisano e la consigliera regionale del Pd, Loredana Raia.

Brutta batosta a Ercolano per il pupillo di Matteo  Renzi, il sindaco del  Pd Ciro Buonajuto: non è bastata la visita in città del ministro Maria Elena Boschi e dello stesso premier – domenica scorsa al Mav per un appello globale al voto – a spingere il si: all’ombra degli Scavi il consenso raccolto dai democratici è di appena il 31,90% mentre per il no ha votato il 68,10% degli ercolanesi. E dire che proprio nelle scorse ore Renzi aveva annunciato l’arrivo di fondi governativi per il completamento del cantiere di via Pugliano.

Anche nella vicina Portici, casa del senatore del Pd Enzo Cuomo, sono stati in tantissimi a opporsi alla riforma costituzionale così come a Torre Annunziata, altro comune guidato da un sindaco del Partito Democratico, Giosuè Starita. Stesso discorso per Boscoreale e Boscotrecase, distretto nel quale è stato eletto il senatore di Area Popolare, Pietro Langella, in campo per il si. Anche a Sant’Antonio Abate, patria del sottosegretario alla difesa Gioacchino Alfano, ha vinto il no: eppure l’onorevole di Area Popolare aveva invitato i suoi concittadini ad approvare le modifiche costituzionali.

La sconfitta del no pesa soprattutto sulla testa e sulla faccia del governatore Vincenzo De Luca: nella sua Salerno il si ha raccolto soltanto il 39,93% dei voti, peggio ancora a Napoli dove il no ha raggiunto il 68,28%. Ad Agropoli, il paese del campione delle clientele Franco Alfieri e delle fritture di pesce, oltre il 67% dei cittadini ha bocciato la riforma.

Tutto secondo i piani a Pomigliano d’Arco, comune che ha dato i natali al vicepresidente grillino della Camera Luigi Di Maio: il no si è attestato ben oltre i dati nazionali intorno al 68%, regalando al deputato del M5S una vittoria casalinga.

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