Legambiente: 8 città della Campania soffocate dallo smog. Ecco quali

smogSono otto le città della Campania peggiori in qualità dell’aria e tra queste San Vitaliano risulta al primo posto. Da un’indagine di Legambiente, basata sui dati dell’Arpac che si riferiscono alla soglia dello sforamento delle polveri sottili, maglia nera e record si è raggiunto a San Vitaliano (Scuola Marconi) dove i giorni di superamento al 13 dicembre 2016 sono stati 70.

Le altre città della Campania soffocate dallo smog sono: Sparanise con 68 si colloca al secondo posto; Volla terza con 61 sforamenti; Napoli (via Argine) 47; Pomigliano d’Arco (Area Asi) 45; Acerra (Scuola Caporale) 41; S. Felice a Cancello (C. Scolastico) e Avellino (Scuola Alighieri) 38 sforamenti.

Con l’arrivo del freddo purtroppo la situazione peggiora perchè il mix tra traffico e riscaldamento contribuisce all’inquinamento dell’aria. A Napoli dall’inizio dell’anno i giorni di sforamento sono stati 171. Il 2016 è stato un anno record per l’emergenza smog ma non un caso isolato, in quanto dal 2009 al 2015 l’andamento delle polveri sottili Pm10 è sempre stato negativo e ha coinvolto sempre le stesse otto città campane.

Le peggiori sono Napoli e Benevento che hanno superato i limiti sette anni su sette; Avellino sei su sette; meglio Caserta e Salerno con tre su sette. Il presidente di Legambiente, Michele Buonomo: “Le cause dello smog sono note e le soluzioni ci sono, occorre una volontà politica forte per metterle in campo. In una fase d’emergenza sono necessari ma non sufficienti gli interventi che riguardano il blocco delle auto. Uno dei nodi principali da affrontare è il trasporto a livello urbano ed extra urbano”.

Conclude poi Buonomo: “Prioritario mettere finalmente mano a nuove politiche di mobilità incentrate su uno svecchiamento del parco autobus puntando su mezzi al metano, su un trasporto pubblico locale moderno, treni per pendolari e mobilità alternativa (dalle biciclette al car sharing dal trasporto pendolare su ferro alla promozione della mobilità elettrica). Bisogna poi uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili, puntando su fonti rinnovabili; e investire nella riqualificazione energetica degli edifici, garantendo così una riduzione nelle emissioni dagli impianti di riscaldamento domestici”.

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