Giovane ricercatore napoletano inventa un nuovo alimento: combatterà la fame in Africa

Foto tratta dalla pagina Facebook "Raccolta Fondi NUtriAfrica"
Foto tratta dalla pagina Facebook “Raccolta Fondi NUtriAfrica”

Aiutare i bambini africani a combattere la malnutrizione. E’ questa la sfida di un giovane ricercatore napoletano, Vincenzo Armini, dottorando in Scienze Agrarie e Agroalimentari presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, che sta raccogliendo dei fondi per costruire un macchinario, in Uganda, che possa produrre un nuovo alimento terapeutico per eliminare la malnutrizione, soprattutto dei più piccoli.

Il problema principale, in Africa, è che questi alimenti terapeutici sono prodotti da una multinazionale francese, per cui non sono reperibili nelle province più lontane dalle capitali e dagli aeroporti dell’Africa. Inoltre, essi sono realizzati con latte in polvere, che spesso crea allergie nei bambini africani.

Così, Vincenzo, volontario della Croce Rossa, che ha dedicato fin qui tutti i suoi studi e le sue ricerche all’approvvigionamento nei paesi in via di sviluppo, ha avviato la sua speciale “missione”, dal nome NutriAfrica: lo scopo è raccogliere 50mila euro per costruire un impianto a Gulu che possa produrre questo nuovo alimento terapeutico, che sarà prima testato e poi eventualmente diffuso nelle zone più bisognose.

Il nuovo alimento di Vincenzo conterrà soia e sorgo, facilmente reperibili in Africa, e una polvere di spirulina maxima, una microalga ricca di minerali e vitamine.

Un cuore grande, quello di Vincenzo. Un cuore tipicamente napoletano.

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