Spot Dacia, Salvatore Esposito infuriato per le critiche: “Ignoranti e frustrati”

Salvatore Esposito, GomorraIl nuovo spot automobilistico che ha come protagonista Salvatore Esposito, ossia Genny Savastano di Gomorra – La Serie, non è piaciuto a tutti. Nella pubblicità Salvatore è alla guida di un SUV per i vicoli di Napoli durante la notte di Capodanno e, districandosi tra spazzatura, materassi e televisori gettati per strada, riesce ad arrivare alla terrazza di Sant’Antonio a Posillipo godendo della spettacolare vista del Vesuvio e del Mare, illuminati dai fuochi d’artificio.

Lo spot descrive parzialmente quanto avviene nelle zone popolari di Napoli allo scoccare della mezzanotte dell’anno nuovo, dunque sbaglierebbe chi affermasse che alcune persone non gettano – in quella precisa occasione – piatti, vetro e vari vecchi oggetti dalle finestre e dai balconi. Si tratta di antichissimi riti propiziatori che simboleggiano la cacciata del vecchio anno per dare il benvenuto al nuovo. La réclame è, tuttavia, nel complesso esagerata e, anche se non ha pretese documentaristiche, potrebbe dare un’immagine distorta di Napoli alla luce degli atteggiamenti e dei pregiudizi di cui è tuttora vittima. L’Italia è, infatti, una nazione particolare i cui abitanti hanno dimostrato, storicamente, di aspettare il minimo pretesto per denigrare la città partenopea. Lo spot, perciò, non fa discutere in quanto tale, ma in merito alla opportunità di girarlo nel modo in cui è stato fatto.

La colpa di Salvatore Esposito, per alcuni, sarebbe aver concesso il proprio volto a una rappresentazione esagerata – in negativo – della città di Napoli, o comunque aver continuato a dare un’immagine della città che si identifica ancora una volta con il problema dei rifiuti e della sporcizia, un’emergenza superata ormai molti anni fa, e con una sorta di inciviltà e selvaggismo diffusi.

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L’attore, in tutta risposta, ha attaccato i suoi detrattori condividendo un post dell’ASIA con alcune foto scattate la mattina del Capodanno appena passato: cassonetti e auto incendiate, rifiuti inceneriti, strade sporchissime. Egli si è difeso affermando con forza di non aver mai avuto intenzione di offendere la dignità della città, di essere orgogliosamente napoletano. Poi le pesanti offese a quelli che lo avevano attaccato, definendoli frustrati e rancorosi, gente senza dignità, spesso anche omertosi.

Pur comprendendo la rabbia di Salvatore Esposito, molto probabilmente la sua reazione è stata eccessiva e forse non consona ad un personaggio pubblico. Avrebbe potuto tranquillamente allontanare le accuse mantenendo la calma, senza gettare benzina sul fuoco, senza rischiare di passare dalla parte del torto replicando alle offese con le offese, senza abbassarsi a polemiche che sfociano nella volgarità. L’aver spiattellato quelle foto è poi la ciliegina sulla torta, ma non in quanto non veritiere, bensì perché fomentano ulteriormente gli animi. L’ennesimo riferimento all’omertà è di sentore estremamente benaltrista.

Esposito, sentendosi attaccato, ha reagito male considerata la sua posizione di personaggio famoso. Ha incalzato apertamente e clamorosamente lo scontro, dimostrando ancora una volta che quando si parla di Napoli non è mai possibile instaurare un dialogo civile e fruttuoso tra “schieramenti” opposti. Se molti, infatti, lo hanno criticato scadendo nella volgarità, tantissimi altri hanno espresso il proprio parere in maniera civile, anche se durissima: è adesso a costoro, il gruppo più nutrito, che Salvatore ha mancato di rispetto, poiché sono stati buttati in un calderone che non fa distinzione alcuna. In una democrazia è mio diritto criticare il prossimo, in modo civile, e devo accettare le più dure critiche se mi sono esposte in maniera civile: in Italia questo non si capirà mai.

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