Il cardinale Sepe denunciato al Papa Francesco: “Non indagò su un caso di pedofilia”

Cardinale Crescenzio Sepe

Napoli. Scandalo nella Curia di Napoli: il cardinale Sepe avrebbe insabbiato un caso di pedofilia. Come riporta il quotidiano La Repubblica, un uomo avrebbe denunciato l’arcivescovo di Napoli in una lettera inviata l’11 ottobre scorso a papa Francesco e al prefetto della Congregazione per i vescovi, il cardinale Marc Ouellet.

Diego – nome di fantasia – ha raccontato di aver subito molestie nel 1989, quando aveva 13 anni: la violenza sarebbe stata commessa dal suo insegnante di religione in una scuola media di Napoli. Soltanto nel 2010 l’uomo trovò il coraggio di confessare quanto accaduto: il trauma risultò evidente anche agli psicologi. Diego chiese di essere ricevuto dal cardinale Sepe ma non ebbe mai risposta e denunciò il professore che, però, ancora oggi lavora in quella scuola.

“Quando nel 2013 Diego scopre che il prete continua ad insegnare, decide di raccontare tutto alla stampa rilasciando un’intervista a Repubblica.it. Nel luglio 2015, sull’orlo dell’esaurimento, invia una mail nella quale minaccia di spararsi con l’arma di ordinanza davanti alla curia se non avrà una notizie della sua denuncia. Viene segnalato all’autorità giudiziaria che gli ritira il porto d’armi. Diego perde il lavoro. Nel maggio 2016 Diego accetta di sottoporsi ad una visita psichiatrica presso un perito nominato dalla diocesi. Dopo uno sciopero della fame, ottiene di essere accompagnato dal suo psichiatra”.

Si legge sempre su Repubblica: “Qualora il Papa giudicasse verosimili le prove presentate, nominerà una commissione ad hoc per svolgere l’indagine. E poiché si tratta di un procedimento a carico di un cardinale, sarà Bergoglio stesso, a pronunciarsi dopo la conclusione delle indagini. Sepe rischia la rimozione dall’ufficio di arcivescovo, mentre la vittima potrà chiedere alla diocesi e alla Santa Sede un risarcimento per i danni materiali e psicologici subiti”.

Intanto è giunta, attraverso una nota, la risposta della Curia di Napoli, la quale riferisce invece di aver svolto le indagini.

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