Gragnano, nasce il Museo della Pasta: sarà inaugurato nel 2018

La pasta come oggetto d’arte. In un momento storico in cui vanno sempre più di moda riviste e programmi culinari, è questa l’idea proposta e già in fase di realizzazione in quel di Gragnano, patria d’eccellenza di uno dei prodotti italiani più rinomati e richiesti a livello mondiale.

Nascerà proprio sui Monti Lattari, infatti, il Museo della Pasta. Promotori il Comune gragnanese e tre celeberrimi imprenditori locali del settore, quali le famiglie Garofalo, Liguori e Di Martino, le quali usufruiranno di un finanziamento di 350 mila euro proveniente dal Ministero dei Beni Culturali, rientrante nella formula dell’Art Bonus.

Ieri mattina la presentazione in grande stile del progetto, avvenuta – come riportato dall’edizione odierna del quotidiano online IlMattino.it – nel corso di un’apposita conferenza stampa svoltasi presso il Municipio di Gragnano.

Secondo il progetto presentato sarà il piano terra del Monastero di San Michele ad ospitare il Museo della Pasta, suddiviso per aree tematiche e con percorsi in grado di narrare la storia del prodotto e delle stesse aziende promotrici dell’opera. Spazi sia interni che esterni permetteranno, inoltre, di ospitare degustazioni e soprattutto esperienze sensoriali. Prevista anche una sala per le conferenze. Tutto questo – sempre stando al progetto – dovrebbe essere completato entro la fine del 2018.

Sembra, infatti, tutto pronto per dare il via ai lavori: già approvate dai tecnici e dall’amministrazione del Comune le delibere di attuazione. Ora si tratterà solo di bandire la gara e di assegnare i lavori, che dovrebbero partire entro il prossimo autunno, con grande soddisfazione di tutte le parti in causa:

Siamo orgogliosi di poter contribuire fattivamente alla realizzazione del museo hanno affermato in maniera congiunta i tre imprenditori .Il legame tra la pasta e il territorio, a Gragnano, è una storia che ha origine nel 1500, quando videro la luce le prime aziende a conduzione familiare. Ed oggi quest’opera non farà altro che rievocare le antiche tradizioni dei pastai, ricongiungendole con le nuove tecniche di produzione“.

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