Video. Napoli, disabile per errore medico: spariti i soldi del risarcimento

Ieri sera, a “Le Iene”, l’inviato Giulio Golia si è recato a Napoli per far visita a Felice, un ragazzo affetto da tetraparesi spastica, ammalatosi a seguito di un errore medico avvenuto alla sua nascita. Il giornalista incontra sua mamma, Paola, che ricostruisce quei momenti che hanno cambiato la sua vita e quella di suo figlio.

Felice non parla, non cammina, non può deglutire, non è autosufficiente. Il danno, irreparabile, sarebbe stato causato dal medico che seguiva la donna, dottor Antonio Tommaselli, che all’epoca minimizzò i sintomi della signora e perse del tempo preziosissimo. È stata un sentenza di primo grado, arrivata dopo 14 anni, a condannare il medico, che però ha presentato appello insieme al suo legale.

Paola, infatti, era al settimo mese di gravidanza, quando cominciò ad avvertire forti dolori alla pancia. Giunta in clinica, si fece visitare dal figlio del dottor Tommaselli, Giovanni (anche lui ginecologo) che notò una sofferenza del feto. Suo padre, però, rimandò al giorno dopo il parto cesareo.

La sera stessa la donna si recò in clinica, dove venne d’urgenza richiamato Tommaselli senior per procedere subito al taglio, perché il bambino non respirava. Così, Felice nacque cianotico, ma a Paola assicurarono che tutto sarebbe andato per il meglio.

Invece il bimbo peggiorava, e solo a quel punto i genitori si resero conto del grave danno causato dal ginecologo. Allora fecero causa al dottor Tommaselli e alla clinica. Con la conclusione del processo (durato 14 anni), la famiglia di Felice non è però ancora riuscita ad incassare gli oltre 516mila euro dell’assicurazione di Tommaselli, che gli sarebbero spettati.

L’assicurazione del ginecologo avrebbe infatti versato i soldi su un conto intestato a Tommaselli e, di cui però si è persa ogni traccia.

L’inviato de “Le Iene” si è recata dal figlio di Tommaselli, che ha negato ogni conoscenza dei fatti, e dall’avvocato del ginecologo. Quest’ultimo, a telecamere spente, gli ha spiegato che i soldi sono stati trattenuti perché il dottore ha fatto ricorso in appello.

In realtà, la sentenza specifica che quei soldi andavano comunque versati, anche solo dopo pronuncia del primo grado. La vicenda proseguirà ad ogni modo nelle aule di Tribunale, fino al terzo grado di giudizio.

Qui il video.

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