Don Patriciello: “No al forno crematorio in città. I nostri morti non sono pizze”

Lettera Don Patriciello

Don Patriciello, parroco simbolo della lotta nella Terra Dei Fuochi, torna a battersi per preservare la salute dei sui concittadini in vista dell’imminente costruzione di un forno crematorio nel cimitero di Frattamaggiore.

Il parroco non ci sta all’ennesimo sopruso da parte delle istituzioni che, ancora una volta, agiscono senza chiedere alcun tipo di consenso ai cittadini che rappresentano. Don Patriciello si pone un’unica e lecita domanda:  e se quel forno crematorio, costruito a ridosso di un centro abitato, rientrasse all’interno del lungo elenco delle strutture inquinati?

Una domanda posta senza tregua dal parroco alle istituzioni, domanda però inevasa da chi di dovere. Perché Don Patriciello ha ragione, il cimitero di Frattamaggiore (per chi non lo conoscesse) ha caratteristiche morfologiche che mal si sposano con una simile struttura.

Il parroco scrive infatti sulla sua pagina Fb: ” Il cimitero di Frattamaggiore non ha le caratteristiche del cimitero di Pontecagnano. Pontecagnano si trova allo sbocco di una autostrada. I carri funebri che trasportano le salme da cremare non hanno da attraversare il paese con conseguente disagio dei residenti. Inoltre il forno crematorio di Pontecagnano è ubicato in una zona aperta e non in centro urbano. Mi chiedo come mai Napoli, una metropoli con milioni di abitanti, non abbia ancora un forno crematorio. Un forno crematorio nel nostro paese diverrebbe nel giro di poco tempo attrattore di salme non solo da altri paesi vicini ma dalle grandi città, Napoli compresa. Allora è su questo che occorre un confronto onesto, pacato e disinteressato”.

Il prete che ha fatto della lotta alla camorra e allo sversamento abusivo dei rifiuti la sua ragione di vita, si oppone a gran voce anche a tutti coloro che hanno sminuito il problema paragonando il tasso di inquinamento di un forno crematorio, a quello prodotto dalla legna arsa in pizzeria.

Rispondo inoltre a qualche buontempone che continua a paragonare le ceneri dei nostri cari morti alle ceneri delle pizzerie. Per costui trovare sul davanzale della finestra o sulla biancheria stesa al sole le ceneri del forno crematorio portate dal vento, o quelle della pizzeria all’angolo della strada è la stessa cosa. Una cosa assurda! Allora chiedo che, qualora si prendesse seriamente in considerazione la costruzione di un forno crematorio, si provveda, attraverso un democratico referendum, a chiedere il parere dei residenti. Intanto ci prepariamo a indire convegni e tavole rotonde per meglio capire la portata di che cosa si stia discutendo

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