Caso Fortuna, Titò conferma le accuse: “L’hanno buttata giù Marianna e sua figlia”

Un mese fa le accuse pesanti a Marianna Fabozzi, sussurrate a telecamere spente dopo il rinvio dell’udienza del processo a causa di uno sciopero della Camera penale di Napoli; ieri, invece, Raimondo Caputo ha ribadito davanti al giudice quanto dichiarato in maniera informale in precedenza.

Il dito di Titò è puntato ancora contro la sua ex convivente, colpevole, secondo lui, di aver ucciso la piccola Fortuna Loffredo, buttandola giù da un palazzo del Parco Verde di Caivano nel 2014. 

Ieri, in aula, dinanzi alla quinta sessione della Corte d’Assise, Caputo ha accusato la Fabozzi e coinvolto anche sua figlia maggiore (l’amichetta di Fortuna, testimone chiave del processo): entrambe avrebbero ucciso Chicca (si faceva chiamare così Fortuna), mentre lui si trovava in strada con la figlia più piccola. Questa stessa versione gli sarebbe stata confidata dalla Fabozzi, 15 giorni dopo aver commesso l’omicidio.

La donna, presente in aula, come riporta Il Mattino, ha scosso più volte la testa in segno di incredulità e disapprovazione. Sul movente dell’omicidio, inoltre, c’è ancora poca chiarezza. Secondo Titò, alla base dei rapporti tra le due famiglie (quella di Chicca e quella della Fabozzi) c’era un odio di fondo tale da spingere la Fabozzi al gesto estremo.

Nel racconto di Caputo, anche riferimenti ad Antonio Giglio, il figlio di Marianna Fabozzi morto in circostanze analoghe a quelle di Fortuna: “È stata Marianna”, ha detto in aula; e un’ulteriore ammissione di colpa per aver “toccato” la figlia maggiore della Fabozzi: “Era Marianna che mi chiedeva di farlo e non è mai successo prima della morte di Fortuna”.

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