VIDEO. Blue Whale, il racconto choc: “Non è una bufala. Ecco come mi sono salvata”

Il Blue Whale esiste o è una bufala? Dopo il video sconvolgente mostrato da Le Iene, in Italia ci si chiede se questo gioco suicida sia una realtà o solo una storia creata ad arte. Ad avvalorare la prima tesi, una testimonianza molto toccante di una ragazza italiana, Maddalena, che sul suo canale Youtube ha raccontato di aver “giocato” al Blue Whale per 25 giorni, prima di essere scoperta dai suoi genitori, che l’hanno salvata dal tragico epilogo.

Maddalena ha deciso di parlare dopo che in molti l’aveva accusata di aver inventato tutto: “Molti di voi non si stanno rendendo conto di cosa stanno facendo. Il mio intento era far capire alle persone che questo non gioco non è una bufala come molti stanno dicendo”.

La ragazza ha poi spiegato come è cominciato tutto: “Sono stata contattata su Facebook da questa persona che si fa chiamare curatore, mi ha chiesto se mi andasse di fare un gioco, risposi di sì. Lui disse che la regola principale era che nessuno dovesse sapere niente. Quando mi disse di cosa si trattava io cambiai idea ma ormai non potevo più smettere, perché lui minacciò di fare del male alla mia famiglia e mi disse di sapere tutto su di me. Cominciai con piccole prove di fiducia, tutte con foto. La prima era di incidermi sul braccio era la balena. Continuai il gioco convinta di quello che stavo facendo, sentivo di non essere più utile a nessuno, pensavo che se non ci fossi stata più al mondo sarebbe stato meglio per tutti”.

Al 26esimo giorno, interruppe il gioco: “Continuai per 25 giorni, al 26esimo i miei genitori controllarono il diario e trovarono un taglierino chiedendomi a cosa mi servisse, poi trovarono il diario con le prove fatte fino a quel momento. Per un attimo pensarono che fosse una delle mie solite stupidate, poi sulla gamba videro il taglio. Mi portarono dai carabinieri che dissero di non saperne nulla di questo gioco, e dissero che più di avvisare l’Interpool non avrebbero potuto fare perché il gioco partiva dalla Russia. Quando è successo il fatto del ragazzo a Livorno ho capito che stare zitta non ne valeva più la pena”.

Maddalena adesso sta bene, ma ha ancora le cicatrici fisiche ed emotive di questa esperienza assurda: “Ho ancora paura del curatore ma ho tante persone accanto che mi stanno vicino”.

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