Buon compleanno Cardarelli, l’ospedale compie 75 anni: una mostra per celebrarlo

Per i 75 anni del Cardarelli da giovedì 1 giugno fino a sabato 3 giugno nell’aula Moriello al secondo piano del padiglione N ci sarà “Passione: Mostra – Storia – Incontri”, dedicata alla vita del nosocomio napoletano. E’ una mostra che vuole svelare il volto autentico di quanti ogni giorno lavorano al servizio della città, al servizio dei pazienti per garantire salute per il traguardo dei 75 anni: scatti che immortalano la straordinaria quotidianità che anima ogni giornata dell’ospedale più grande del Mezzogiorno d’Italia.

Era il 1927 quando venne fondato il Cardarelli. “Ritenuta la necessità urgente ed assoluta di provvedere alla costruzione in Napoli di un ospedale adeguato alla popolazione della detta città e rispondente alle moderne esigenze sanitarie”, furono emessi i Regi Decreti Legge con i quali furono disposti la costruzione e il completamento del Nuovo Ospedale di Napoli con circa 1300 posti letto. Nel 1942 fu autorizzata “l’apertura e l’esercizio dell’Ospedale XXIII Marzo allo Scudillo di questo Capoluogo“, chiamato in un primo momento XXIII Marzo e solo intitolato “al glorioso nome di Antonio Cardarelli, clinico insigne, luminare della scienza medica” con il nome di Grande Ospedale Antonio Cardarelli, attribuendolo all’Ente Ospedali Riuniti di Napoli.

“Essere al fianco di chi soffre non solo con competenza, ma anche con amore – dice il direttore generale Ciro Verdoliva  – è il pensiero che ha caratterizzato da sempre il Cardarelli, ‘o Spital ‘e Napule. In occasione del 75° anniversario da quando fu emesso il Decreto per l’apertura e l’esercizio non si poteva che scegliere come parola quella che da sempre caratterizza i cardarelliani: “Passione”, una passione vissuta 24 ore al giorno, 7 giorni su sette, 365 giorni all’anno. Quando la passione è assente, quando si è incapaci di vivere il proprio lavoro con passione, quando poi questa incapacità di vivere in maniera empatica finisce per coinvolgere il mondo della medicina, si rischia anche di intaccare il rapporto tra chi soffre e chi è chiamato a dare assistenza e cura. Noi cardarelliani crediamo che il compito di ciascuno non sia semplicemente quello di curare, bensì quello più ampio di prendersi cura dell’ammalato. E’ per questo che il nostro motto è lavoriamo per garantire salute”.

 

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