Domotica, la casa che funziona da sola e si controlla dovunque: cos’è e quanto costa

Sono molteplici gli aspetti di cui bisogna tener conto quando si ristruttura casa. Non parliamo solo delle caratteristiche estetiche, le scelte stilistiche, la suddivisione degli ambienti e degli spazi di una abitazione, che è il risultato finale di un lungo periodo di lavoro ma particolarmente di una progettazione ben fatta al principio. Una bella casa, infatti, deve anche essere funzionale e comoda per adattarsi alle esigenze di chi ci vive. Una “casa intelligente”, che migliori la vita di ogni giorno grazie a semplici, piccoli gesti. Tutto questo è possibile realizzarlo grazie alla Domotica.

Cosa significa questo termine all’apparenza dal significato così incerto? Siamo andati a chiederlo a Domenico Moscatiello, esperto del settore interior e CEO di Ristrutturazione Garantita, il quale ci ha spiegato cosa significa e che vuol dire realizzare un impianto domotico di alto livello. Nel seguente articolo, Domenico Moscatiello ci illustrerà, in cinque punti, tutto ciò che bisogna sapere sulla domotica: Che cos’è, a cosa serve e se può essere utile, in che modo sfruttarla, quanti tipi di possibilità esistono per avere una “casa domotica” e quanto costa.

Inoltre, in che modo può veramente migliorare la vita delle persone e perché non può esserci un impianto domotico standard per tutti visto che ognuno ha le sue esigenze, abitudini, ritmi e soprattutto i sui gusti per personalizzare la casa con effetti e scenari che più gradisce.

1) Cos’è la domotica?

Per domotica si intende l’applicazione tecnologica e informatica atta a migliorare, a gestire anche a distanza, a monitorare il funzionamento e i consumi degli apparecchi, impianti ed elettrodomestici dell’abitazione.

La domotica è la casa intelligente – ci dice Domenico Moscatiello – Questa è la frase più rinomata. Ragionando in modo lineare ci si chiede che cos’è la casa intelligente. La parola “casa intelligente” sarebbe l’insieme di apparecchi e/o impianti e/o elettrodomestici, utilizzatori ecc., e viene utilizzata per indicare un’azione fatta in modo automatico a seguito di un evento”.

2) A cosa serve ed in che modo può essermi utile?

Il secondo punto riguarda l’utilizzo e le varie funzioni che può assolvere. L’esperto ce l’ha spiegato attraverso alcuni esempi: “Immaginiamo che si chiuda automaticamente il contatore generale dell’acqua quando scoppia un flessibile idrico sotto il lavandino. La chiusura del contatore è l’azione che viene fatta in modo automatico a seguito di un evento – la rottura del flessibile, appunto – Oppure, immaginiamo che si riavvolgano le tende esterne (azione automatica) se fuori c’è troppo vento (viene rilevato il vento da un sensore che viene installato nei pressi di dove si trova la tenda). O ancora – prosegue Domenico Moscatiello – si spegne la luce in casa o in una specifica camera (azione automatica) se entra abbastanza luce solare (evento). Queste che abbiamo visto sopra vengono chiamate funzioni logiche e inserendo questi sistemi in una casa si definisce “casa intelligente”. Le funzioni logiche sono solo una parte di ciò che possiamo realizzare con un impianto domotico. Possiamo infatti anche realizzare gli: scenari”.

3) In che modo sfruttarla? Cosa sono gli scenari e come si creano?

Uno scenario è un determinato tipo di ambiente che si vuole riprodurre in pochi secondi, semplicemente pigiando un pulsante. Un esempio di scenario è il momento TV o effetto cinema: “Ciò che è possibile fare è registrare una sequenza di azioni – spiega Domenico Moscatiello – che producono lo scenario che hai impostato. Per esempio possiamo creare uno scenario TV dove, all’accensione di un pulsante, si attiveranno automaticamente tutta una serie di azioni: si accende una luce soffusa, la televisione, si abbassano le luci di casa. E, se si possiede un proiettore, può accendersi mentre il telo motorizzato si abbassa”.

Insomma, una serie di azioni precedentemente impostate che si susseguono dopo un comando. Allo stesso tempo possiamo anche creare automazioni che aiutano e semplificano la vita di ogni giorno in termini di praticità e comodità.

Pensiamo a tutte quelle azioni quotidiane che compiamo ogni qual volta usciamo di casa – afferma Domenico Moscatiello – Abbassare le serrande di casa una per volta, spegnere tutte le luci e la tv. Chiudere il contatore dell’acqua, del gas ecc. Che bello sarebbe uscire di casa, schiacciare un pulsante ed andare via perché tutte queste azione avvengono automaticamente. E’ quello che si chiama chiusura casa centralizzata”.

Ma non solo. Come ci ha spiegato Moscatiello, è possibile anche creare un’altra funzione, l’ingresso in casa: “Con un impianto domotico è possibile premere un tasto all’ingresso di casa, e quest’ultima si comporta come desideriamo. Possiamo anche creare più possibilità a seconda se rientriamo a casa di sera o di giorno. Persino un pulsante “antipanico”, nel caso in cui ci accorgiamo che dei ladri stanno entrando in casa. Con un solo pulsante si accenderanno tutte le luci dell’appartamento ed inizierà a suonare l’antifurto”.

Ulteriori possibilità per chi possiede una villa: “Immaginiamo di rientrare a casa in auto – spiega Domenico Moscatiello – ci avviciniamo all’ingresso principale e dal nostro cellulare possiamo avviare uno scenario misto a funzioni logiche. Il cancello si apre in automatico, si accendono le luci lungo il viale che porta al garage. Mentre ci avviciniamo, si apre anche la porta del garage. Dopo un tempo prestabilito, si spengono in automatico le luci e si chiude il cancello. Appena entriamo nel garage, si accende la luce delle scale che portano in casa”.

E, appena entrati in casa, possiamo attivare un determinato scenario: andare a dormire, scenario romantico (luci soffuse e musica in sottofondo), ingresso con amici o scenario festa.

Un’altra modalità molto utile – spiega ancora Domenico Moscatiello – che possiamo creare è la simulazione di persone in casa quando non siamo in casa. Basta predisporre l’accensione e lo spegnimento delle luci in casa in modo casuale ed alternato e contemporaneamente nelle camere si alzano ed abbassano le serrande simulando così la presenza di persone in casa. Potremmo anche far accendere e spegnere la TV, uno stereo e così via. Quello che voglio dire è che possiamo creare una sequenza di azioni automatiche secondo i nostri desideri e/o esigenze”.

4) Quanti tipi di possibilità esistono per avere una casa domotica?

Un altro punto molto importante riguarda l’installazione dell’impianto domotico. Esistono vari modi (e costi) per realizzare una casa domotica. La differenza sostanziale, come ci spiega l’esperto, è tra la centralina semplice (per pochi comandi) ed un impianto completamente domotico: “Anche avendo quattro automazioni possiamo definire che abbiamo una casa domotica ma potremmo fare tutto ciò che abbiamo descritto sopra? Un discorso è realizzare una casa completamente domotica e un altro discorso è installare in casa delle apparecchiature che mi consentiranno di gestire solo alcune funzioni”.

Se realizzo un impianto interamente con il concetto domotico – aggiunge Domenico Moscatiello – allora andrò a cablare tutto in un punto prestabilito dell’appartamento e potrò produrre una grossa quantità di scenari, funzioni logiche, che potrò in futuro ampliare, diminuire e modificare a mio piacimento perché ho tutti gli “utilizzatori” cablati in un solo punto”.

Se invece si realizza un impianto elettrico tradizionale e si installa solo una centralina (con ad esempio 4 uscite) allora sarà molto più difficile andare a modificare in futuro quanto realizzato.  “Un impianto domotico completo – spiega Domenico Moscatiello – mette tutte le apparecchiature in un box dove poi si possono gestire e modificare anche successivamente

5) Quanto costa realizzare una casa con un impianto domotico?

Infine, l’ultimo punto: quanto costa realizzare una casa con impianto domotico? Premesso che dipende dalla marca e dalla possibilità del numero di funzioni che ogni impianto mette a disposizione, quello che bisogna far chiaro è innanzitutto la suddivisione tra impianto completo e pezzi singoli.

Partiamo dai pezzi singoli: “Supponendo di realizzare un tradizionale impianto elettrico – spiega Moscatiello – e che quindi il suo costo per un appartamento da 100 mq. sia pari a 5.000 euro tra punti luce, frutti elettrici, quadro elettrico ecc., possiamo aggiungere questi componenti che normalmente hanno un costo variabile ma che si attesta intorno ai 700/1000 euro cad. e dove, con questa spesa, si possono comandare 4 utilizzatori”.

In sostanza possiamo scegliere di comandare a distanza 4 pezzi, installando solo questa centralina. Se però vogliamo installare 3 o 4 centraline, “il costo inizia ad essere già tra i 2.500 ed i 4.000 euro – spiega l’esperto – allora consiglio vivamente di pensare ad un impianto domotico completo per due motivi. Il costo iniziale per avere un impianto domotico (parlando sempre di un appartamento di 100 mq. e con un numero base di funzioni) si aggira intorno ai 5.000 – 8.000 euro. Inoltre, si ha la possibilità di ampliarlo un domani, inserendo altri componenti per altre funzioni. E in questo caso non si dovrà modificare l’impianto elettrico”.

Ma quanto costa avere un impianto domotico? “Se abbiamo stimato il costo dell’impianto tradizionale per 5.000 euro – spiega DomenicoMoscatiello – con un buon impianto domotico possiamo spendere tra 10.000 e 15.000 euro in tutto. Le cose si possono fare, come sempre, in vari modi. Dipende dal risultato che si desidera ricevere. Se si possiede un appartamento in un condominio, la domotica renderà esclusivo tutto il contesto. Se si ha una villa indipendente, non si ha idea di cosa si può creare“.

L’unico limite della domotica è l’immaginazione del progettista” (Domenico Moscatiello)

Per saperne di più sulla domotica, ed avere un’idea ancora più chiara su che cos’è la “casa intelligente”, vi rimandiamo al seguente video in cui Domenico Moscatiello illustra il funzionamento di un impianto domotico di alto livello. Ecco il video:

[youtube height=”100%” width=”300″]https://www.youtube.com/watch?v=UEYc8URnVl4[/youtube]

 

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Se volete info sul CEO, Domenico Moscatiello, questi i suoi riferimenti:

Libro “Ristrutturare è un Incubo – Se non sai come farlo”

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