Omicidio di Vincenzo. Ciro si finse la vittima in chat: smascherato da una parola

Un nuovo particolare emerge dalle indagini sull’omicidio di Vincenzo Ruggiero. Ciro Guarente, reo-confesso, avrebbe finto di essere la vittima sui social mentre sequestrava o uccideva il vero Vincenzo. Per capire il perché bisogna ricostruire le ultime ore del 25enne napoletano in quella tragica sera del 7 luglio. Vincenzo tornò dal lavoro alle 18 ed entrò a casa di Heven Grimaldi, fidanzata di Guarente, ma da quella casa non uscì più.

Tuttavia, alle 20 Vincenzo avrebbe dovuto incontrare i suoi amici a piazza Carlo III e, non presentarsi senza alcuna giustificazione avrebbe giustamente messo in allarme le persone che lo aspettavano. Per questo motivo, secondo quanto riporta il Mattino, Ciro Guarente avrebbe preso il cellulare della vittima ed iniziato a scrivere ai suoi amici dal suo profilo. Non sappiamo se, durante quei messaggi, Vincenzo fosse ancora vivo.

“Ho avuto un contrattempo al lavoro, ti raggiungo dopo, amica”, questo scriveva ad un caro amico della vittima. Guarente ha, però, commesso un errore. I due amici erano soliti, in chat, chiamarsi “amika”, con la “k”, un fare scherzoso che era diventata un’abitudine fissa. Il giovane, appena ha ricevuto il messaggio, si è accorto che qualcosa non andava, che la persona dall’altro capo del telefono non poteva essere Vincenzo. Dopo questi messaggi il cellulare del giovane non è stato più raggiungibile e gli inquirenti lo stanno ancora cercando.

 

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