Dopo 20 anni scoperto un bunker a Pignataro: qui si nascose anche Totò Riina

Lo scorso mese di maggio, durante i lavori di ristrutturazione della villa, che si trova a Pignataro, in provincia di Caserta, bene confiscato ad Antonio Abbate, collaboratore di giustizia dagli anni ’90, venne alla luce un bunker.

Di questo bunker non ne aveva mai parlato Abbate, eppure era lì da 20 anni. Nella stanza da letto della villa c’era una botola attraverso cui si accedeva a questo covo, scoperto per caso da alcuni soci della cooperativa sociale “Apeiron” che ha avuto in gestione il bene confiscato dal Comune di Pignataro Maggiore, che è stato sempre il territorio controllato dal clan Lubrano – Nuvoletta.

Proprio qui, come si legge su Repubblica.it, sembra si siano nascosti boss come Totò Riina, Bernardo Provenzano, Luciano Liggio e Michele Greco.

Tra i boss più pericolosi e potenti di “Cosa Nostra”, si sarebbero nascosti proprio nell’agro casertano e chissà se la villa non abbia ospitato qualche altro latitante. La villa, grande più di 500 metri quadri, disposta su tre livelli e con piscina, è stata intitolata a maggio scorso, a Francesco Imposimato, sindacalista di Maddaloni, ucciso proprio da Antonio Abbate.

La villa sembra però nascondere altri cunicoli e nascondigli di cui, continuando i lavori, si verificherà l’effettiva esistenza.

A fine settembre la casa rinascerà come luogo di formazione professionale e ospiterà un Bed and Breakfast.

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