Terremoto Ischia, Mentana: “Il tribunale del web sta emettendo le prime sentenze…”

Enrico Mentana

La solita bufala all’italiana che riesplode, alimentata dalla velocità social, subito dopo un terremoto. Quale? Quella della magnitudo abbassata per non pagare i rimborsi. E’ una storia vecchia e ripetitiva, di cui ha parlato anche Enrico Mentana sul suo profilo Facebook:

“Due ore e mezzo dopo il terremoto di Ischia, mentre si contano i morti i dispersi e i feriti, mentre si scava tra le macerie alla luce delle fotoelettriche, mentre si attiva la macchina sanitaria nell’isola e sulla terraferma, il tribunale speciale del web sta già emettendo le prime sentenze di condanna, e gli avvelenatori di pozzi sono già all’opera. Avvoltoi da tastiera, e recidivi. Non dimentico quella notte d’agosto di un anno fa, la gente che chiedeva aiuto e loro che sfornavano la falsa storia della magnitudo abbassata ad arte per non stanziare contributi alle popolazioni colpite dal sisma”.

La bufala che ricorda Mentana si appiglia ad una legge del governo Monti che fissava a 6,1 la soglia oltre la quale lo Stato è tenuto a sostenere il risarcimento danni. Ergo, se si abbassa la magnitudo, niente fondi da sborsare.

In realtà, il passaparola è pieno di errori, per i seguenti motivi:

La legge Monti a cui si fa riferimento è il Decreto Legge n.59 del 15 Maggio 2012, firmato quando Monti aveva riorganizzato la Protezione Civile. Il Decreto conteneva l’articolo 2, riassunto così dai quotidiani nazionali: “nessun risarcimento per i danni dei terremoti da parte dello Stato”. L’articolo, in effetti, escludeva “l’intervento statale” dalla “copertura dei rischi derivanti da calamità naturali”, ma venne presto soppresso dalla legge n.100 del 12 Luglio 2012, con la quale il DL diventava norma a tutti gli effetti.

Ma c’è anche un altro errore: il risarcimento non viene assegnato in base all’intensità della magnitudo (Scala Richter), ma in base all’intensità dei danni, e quindi dalla Scala Mercalli.

Inoltre, è sbagliato parlare della legge Monti come di una legge varata dopo il terremoto dell’Emilia (scelta di comodo, secondo chi diffonde la bufala). Il decreto, infatti, fu approvato prima, il 15 maggio 2012, mentre il sisma avvenne il 20 dello stesso mese. Inoltre, dopo quel terremoto, sempre il governo Monti firmò un decreto che garantiva la copertura al 100% delle spese di ricostruzione.

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