Ischia, Sgarbi: “Solo due morti? Dovremmo gioire. Stato latitante e colpevole”

In una lunga intervista rilasciata a Il Giornale, il critico d’arte Vittorio Sgarbi si è soffermato sul terremoto di Ischia, non risparmiando frecciate neppure tanto velate allo Stato e alle sue presunte responsabilità in tema di sismi: “È una catastrofe che dovrebbe costringerci una volta per tutte alla riflessione su ciò che non si è riusciti a salvare, sulla mancanza di prevenzione e, non da ultimo, sulle mancate ricostruzioni che vedono lo Stato latitante e colpevole”.

Un sisma, quello di Ischia, che ha sconvolto perché ha ucciso anche solo con magnitudo 4: “Questo è il vero punto cruciale. Lo ribadisco perché quando parlo di prevenzione, mi riferisco essenzialmente a come si è costruito dal dopoguerra in poi e come si continua a costruire oggi in molte parti del Paese. L’utopia, ahimè, è pensare di mettere in sicurezza le città e i borghi storici. Impossibile”.

Contro i terremoti, c’è poco da fare, a parte la prevenzione: “Questo è un Paese notoriamente a rischio sismico, dunque nessuno può dirsi esente dalla prevenzione. Ma il caso di Ischia mi pare a dir poco emblematico. Proprio Casamicciola e Lacco Ameno, 140 anni fa, furono teatro di ben sei terremoti uno dei quali causò quasi tremila vittime nella popolazione. Paradossalmente dovremmo quasi gioire se ieri le vittime sono state soltanto due. Ma purtroppo dobbiamo ringraziare il cielo che la scossa sia stata soltanto una e neppure di altissima intensità. Che cosa sarebbe successo a Ischia se ci fossero state più scosse?”.

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