Solfatara, la Protezione Civile: “Non c’è un piano di sicurezza depositato al Comune”

Grande sconcerto in Italia dopo la tragedia avvenuta ieri alla Solfatara di Pozzuoli. Ora è il momento di fare chiarezza sulla sicurezza presente nel sito archeologico e sulle eventuali responsabilità imputabili. Il responsabile della Protezione Civile di Pozzuoli, Franco Alberto De Simone, non è a conoscenza di un piano normativo che garantisca l’incolumità dei visitatori: “Il vulcano dovrebbe essere dotato di un Piano di sicurezza essendo un’area a rischio, misura da adottare nel rispetto della normativa e per garantire i visitatori. Al comune, per quanto mi risulta, non è stato né presentato, né depositato un piano specifico per il sito della Solfatara. Non so se da parte dell’ente sia stato richiesto in passato”.

“La situazione della Solfatara – le parole del responsabile Protezione Civile comunale riportate da Il Corriere del Mezzogiorno – è anomala. È in mano a privati una vasta area a verde e a rischio per i fenomeni vulcanici, per cui forse sarebbe necessaria una normativa apposita. A Pozzuoli, in passato, c’erano altre situazioni anomale che riguardavano i laghi Lucrino ed Averno di proprietà privata. Poi intervenne la Regione e li acquisì al proprio patrimonio”.

De Simone, però, conclude spegnendo ogni eventuale polemica: “Non conosco la situazione specifica della Solfatara, credo che le aree a rischio siano segnalate e delimitate”.

Gli fa eco Francesca Bianco, direttore dell’Osservatorio Vesuviano, ipotizzando che nel luogo della tragedia la voragine fosse già esistente e delimitata, ma che a causa delle piogge degli ultimi giorni si sia allargata quando il bambino e i suoi genitori si sono avvicinati.

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