Tragedia in mare, morte 26 donne: c’è anche l’ipotesi di violenza sessuale

Due giorni fa sono state recuperate le salme di 26 donne morte in mare. Erano tutte nigeriane, in fuga dalla guerra per trovare un futuro migliore. Ma non ce l’hanno fatta, il loro gommone non ha retto. Le 26 salme sono state trasportate dalla nave militare Spagnola Cantabria al porto di Salerno, dov’è avvenuto l’ennesimo sbarco di 375 profughi.

Come riporta il Corriere del Mezzogiorno, le ragazze avevano un’età compresa tra i 14 ed i 18 anni. Il prefetto della città Campana Salvatore Malfi la definisce una tragedia per l’umanità. Il caso ha destato scalpore e la procura di Salerno ha subito aperto un’inchiesta. Si pensa che la causa principale della morte sia l’annegamento, ma ieri il pm Luca Masini ha disposto un esame esterno delle vittime e un test per poter capire se le vittime siano state oggetto di violenze sessuali per non tralasciare qualunque pista.

Per ora le 26 salme si trovano nella sala mortuaria del cimitero di Salerno in attesa dell’autopsia. I 26 cadaveri trovati dalla nave Spagnola sono stati congelati durante il trasporto proprio per poter permettere l’esame autoptico.

Il professor Antonello Crisci, perito della procura di Salerno ha annunciato che nell’arco di una settimana verranno effettuati i primi esami per poi passare agli accertamenti istologici e tossicologici per fare luci sulle reali cause del decesso e poter così ricostruire cosa sia realmente accaduto. Il direttore dell’azienda ospedaliera Cantone ha dato la disponibilità di usare anche le sale dell’ospedale Ruggi, ma potrebbe essere utilizzato anche l’Istituto di Medicina Legale di Mercato San Severino.

Una volta fatta luce sulla vicenda le 26 salme avranno degna sepoltura nel territorio Salernitano e comuni limitrofi.

Come rende noto il Viminale, gli sbarchi di migranti sono diminuiti del 30 percento rispetto al 2016, ma negli ultimi giorni si è registrato un aumento degli sbarchi. Il calo dei flussi si riscontra da quando sono stati presi accordi tra le autorità dei porti maggiormente usati e gli scafisti, ma ciò non evita le morti sempre più crescenti di persone che sono costrette a fuggire dal proprio paese e cercare di trovare una via di fuga ed una nuova speranza.

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