Video. La storia di Francesca: “In ogni donna una prostituta. Venti anni fa…”

“Dentro ad ogni donna c’è una prostituta e se esiste santa è una malattia, è una grave malattia.” Furono queste le parole rilasciate durante un servizio de Le Iene, dal famoso psichiatra Raffaele Morelli, commentando i vari fatti di molestie nel mondo dello spettacolo che stanno uscendo allo scoperto proprio in queste ultime settimane.

Molte sono state le donne che hanno criticato e si sono dissociate dalle parole del dottore, eppure le Iene hanno scovato e intervistato una ragazza, che invece, ha dichiarato di essere in pieno accordo con lo psichiatra.

LA STORIA DI FRANCESCA: La vicenda raccontata risale a vent’anni fa, quando Francesca aveva 19 anni e venne contattata da una grossa casa discografica milanese, che le propose di fare da corista ad un cantante in corsa a Sanremo giovani. Il Produttore milanese, durante il provino, invece di apprezzare le doti vocali delle giovane cantante, le disse senza mezzi termini che “il potere più grande di una donna è quello che ha in mezzo alle gambe”.

Così Francesca, vittima del suo spasmodico desiderio di diventare cantante, accettò il ricatto sessuale del produttore, cedendo alle sua richiesta. La relazione durò un paio d’anni, anche se Francesca, come dichiara, non si è mai sentita sentimentalmente legata a questa persona. Un dettaglio non trascurabile che emerge nell’intervista è la piena e consapevole conoscenza da parte della famiglia di questa relazione, se così la possiamo definire, la stessa famiglia che non le ha mai impedito di stroncarla.

Solo dopo un lungo percorso di recupero, Francesca è arrivata alla conclusione che quello che è successo vent’anni prima, non può essere catalogato come una molestia o abuso, ma semplicemente con un rapporto, perdurato nel tempo, voluto dalla vittima, ingannata solo dalle sue aspettative e desideri, mai raggiunti. In quanto non c’è stata nessuna costrizione fisica.

A controbattere le tesi di Morelli nel video intervengono anche due psicoterapeute, le quali affermano che la costrizione mentale e psicologica è da far rientrare nell’abuso, giustificandolo così: “Si avvia un processo di autodifesa nella donna che la spinge a congelare le proprie emozioni dal corpo e quindi l’uomo che si approfitta di questo blocco fa una violenza.”

IL VIDEO DELLE IENE

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