Elena Ferrante sulle molestie: “Le donne non devono vergognarsi”

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La misteriosa scrittrice napoletana Elena Ferrante ha rilasciato una lunga intervista al settimanale francese “L’Obs” in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo, “Storia della bambina perduta”. Durante l’incontro la Ferrante ha detto anche le sue opinioni sul caso Weinstein, sullo scandalo molestie ed, in generale, sulla posizione di tutte le donne che hanno subito abusi o prevaricazioni di questo tipo.

“Le donne hanno sempre saputo – dichiara la scrittrice – e sempre più o meno taciuto. Anche in Occidente il dominio patriarcale è sempre fortemente ancorato: lo sperimentiamo tutte, nei luoghi più disparati e nelle forme più diverse, subendo giorno dopo giorno l’umiliazione di esserne la vittima muta, la complice impaurita o la ribelle silenziosa, quando non ce la prendiamo con le vittime invece che con i violentatori”.

“Non vedo grandi differenze – aggiunge la Ferrante – fra le donne del quartiere napoletano di cui ho parlato e le attrici di Hollywood o le donne colte e raffinate che lavorano ai gradini più alti del nostro sistema socio-economico. Alzare i toni, dire ‘Me too’ mi sembra una buona cosa, ma soltanto se manteniamo il senso della misura: gli eccessi nuocciono alle giuste cause.

“La forza dei piccoli e grandi Weinstein, – conclude – che si trovino al centro del mondo o in posizione marginale, è non soltanto di non provare alcuna vergogna di fronte alle diverse forme di stupro alle quali ci sottopongono, ma anche di farci credere, con un meccanismo ripugnante, che siamo noi a doverci vergognare“.

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