Mappa della camorra: chi comanda a Napoli, quartiere per quartiere

La nuova relazione della direzione antimafia fotografa a Napoli una presenza diffusa e variegata di organizzazioni criminali, con lotte intestine che sfociano spesso in vere proprie guerre. La presenza di un numero elevato di sodalizi che si contendono anche piccoli territori (spesso singole piazze di spaccio), provoca antagonismi che provocano scontri sanguinosi.

Vediamo nel dettaglio, zona per zona, la relazione DIA su chi comanda a Napoli:

Area Centrale – quartieri Avvocata, San Lorenzo/Vicaria, Vasto Arenaccia, San Carlo Arena/Stella,
Mercato/Pendino, Poggioreale, Montecalvario, Chiaia/San Ferdinando/ Posillipo.

“Il centro storico di Napoli continua ad essere l’area in cui si registra il maggior numero di omicidi, consumati e tentati, causati dalla persistente conflittualità tra gruppi antagonisti. Nelle aree della Maddalena e Forcella, la parziale disarticolazione giudiziaria dei clan SIBILLO, GIULIANO, AMIRANTE e BRUNETTI, avrebbe offerto alla famiglia MAZZARELLA l’occasione di riprendere la gestione delle estorsioni, controllando anche il settore della contraffazione. Decimato dagli arresti anche il gruppo BUONERBA, vicino ai clan MARIANO e MAZZARELLA, gli assetti criminali risentono della spaccatura tra i GIULIANO ed i SIBILLO, in passato solidali nel fronteggiare la famiglia MAZZARELLA”.

“Gli echi di tale fibrillazione investono anche la zona Mercato, storica roccaforte dei MAZZARELLA, proprio per la contrapposizione tra questi ultimi e i SIBILLO che, a causa della sopraggiunta conflittualità con i Nuovi GIULIANO, avrebbero spostato i loro interessi nell’area delle Case Nuove ed a Piazza Mercato.
A ciò si aggiunga anche il persistente interesse sulla gestione dei traffici illeciti nella zona, da parte del clan RINALDI, radicato nel quartiere San Giovanni e vicino ai GIULIANO. Non vi è dubbio che gli equilibri fortemente alterati abbiano trasformato la zona Mercato in una nuova “terra” di contese e sfide. Nelle aree di Vasto, Arenaccia, Ferrovia, del Rione Amicizia, a borgo Sant’Antonio Abate e nelle zone limitrofe, conferma la propria solidità strutturale ed economica il clan CONTINI, antagonista del gruppo MAZZARELLA”.

“Nei Quartieri Spagnoli, le dinamiche criminali sono state oggetto di una profonda rimodulazione, a seguito della disgregazione delle storiche organizzazioni camorristiche. Il clan MARIANO, che aveva continuato a mantenere salda la propria forza nonostante la detenzione dei vertici, ha subìto un forte contraccolpo dopo la scelta collaborativa di uno dei componenti della famiglia, operata nel giugno del 2016.  L’area in parola risulta caratterizzata da una notevole presenza di aggregazioni criminali. Oltre ai menzionati MARIANO
vi opera, in contrapposizione ai primi, la famiglia RICCI, alleata ai SALTALAMACCHIA-ESPOSITO, i quali, a loro volta, controllano la zona centrale dei Quartieri Spagnoli. A questi si aggiungono i MASIELLO-MAZZANTI, che gestiscono le attività illecite nella zona cosiddetta delle “Chianche””.

“Recenti attentati fanno ritenere che sia in atto una rimodulazione degli equilibri che riguarderebbe i gruppi RICCI-SALTALAMACCHIA-ESPOSITO, la cui alleanza non appare più salda come in passato, per contrasti insorti tra una delle famiglie che compongono il sodalizio, i FERRIGNO, (imparentati con gli ESPOSITO) ed i SALTALAMACCHIA. Nella zona del Cavone, dopo l’eliminazione, nel mese di agosto del 2016, di uno dei capi del contrapposto gruppo ESPOSITO, è tornato ad assumere il controllo il clan LEPRE. Analogo contesto incandescente dal punto di vista degli equilibri criminali si registra nel quartiere Sanità dove, al pari di altre zone del centro, sono presenti diversi gruppi, le cui relazioni sono soggette a rapidi cambiamenti, come registratosi per i clan VASTARELLA e SEQUINO, in passato alleati ed attualmente contrapposti”.

“Nel quartiere San Ferdinando sono operativi i clan PICCIRILLO/FRIZZIERO e CIRELLA nella zona della Torretta, gli STRAZZULLO nella zona di Chiaia, mentre gli INNOCENTI controllano la zona di Salita Vetriera.
Nel Pallonetto a Santa Lucia si conferma la presenza della famiglia ELIA, storico clan di contrabbandieri, poi specializzatosi nel più proficuo business della droga, in particolare hashish proveniente dalla Spagna e cocaina dal Sudamerica. I sodali della famiglia in parola controllano le locali piazze di spaccio, costringendo i pusher a versare una quota dei guadagni. Un provvedimento cautelare del mese di gennaio ha documentato il modus operandi del gruppo, che utilizza bambini come spacciatori, e donne per la gestione di piazze di spaccio”.

Area Settentrionale – quartieri Vomero e Arenella, Secondigliano, Scampia, San Pietro a Patierno, Miano, Piscinola, Chiaiano.

“Le dinamiche criminali del centro città si intrecciano con gli eventi che riguardano l’area nord di Napoli. Ciò, in ragione dell’interconnessione di interessi tra i gruppi che vi operano, in particolare del clan LO RUSSO di Miano, da tempo  presente ed attivo nel rione Sanità. Nei primi mesi del 2017, la crisi operativa e militare dei LO RUSSO avrebbe lasciato spazi ad altri clan. Tra questi, si segnala il gruppo NAPPELLO, attivo nei quartieri di Piscinola e Miano (capeggiato dal braccio destro di uno dei componenti della famiglia LO RUSSO), al quale si contrappone il clan STABILE, con base a Chiaiano, alleato con il gruppo FERRARA. Lo scenario che va profilandosi appare complesso: le zone un tempo appannaggio dei LO RUSSO (Miano ed il rione Sanità) sono divenute centro di interessi da parte di clan storici – quali i LICCIARDI – e di alcuni giovani gruppi emergenti del rione Don Guanella”.

“Altri arresti operati a Secondigliano e nei quartieri limitrofi hanno significativamente inciso sulla struttura organizzativa e di comando dei sodalizi VANELLA GRASSI e DI LAURO. Tuttavia, i primi possono ancora contare su “gruppi di fuoco” ben organizzati, mentre punto di forza dei secondi rimane la notevole disponibilità economica. Il vuoto di  potere determinato dagli arresti ha reso gli equilibri più instabili, determinando la nascita di piccoli gruppi, tra loro conflittuali, quali le famiglie CANCELLO (nata da una scissione del clan AMATO-PAGANO) e ANGRISANO, espressione dei VANELLA GRASSI. Le due associazioni criminali sono stabili nel “Lotto G” di Scampia, grosso punto vendita di droga, tanto da essere divenuto l’obiettivo anche del gruppo GRIMALDI di San Pietro a Patierno, che sembra stia cercando di prendere il controllo di Scampia. Recenti indagini hanno consentito di ricostruire le evoluzioni del clan AMATO-PAGANO che, dopo aver superato la contrapposizione interna tra le due famiglie – registratasi durante la reggenza affidata al genero del capo del gruppo PAGANO – sembra aver riconquistato una posizione di centralità nel panorama criminale della zona a nord di Napoli, sotto la ferrea e unitaria guida di una donna”.

“Per i quartieri Vomero e Arenella rileva la situazione creatasi a seguito dell’arresto, nel marzo 2016, del capo del gruppo CIMMINO. Tale evento ha consentito il riaffacciarci sulla scena criminale della famiglia SIMEOLI che, con l’appoggio del gruppo ORLANDO di Marano di Napoli, gestisce in quell’area estorsioni e traffico di stupefacenti”.

Area Occidentale – quartieri Fuorigrotta, Bagnoli, Pianura, Soccavo.

“Le dinamiche criminali del territorio, che comprende la zona di Bagnoli e di Cavalleggeri d’Aosta, sono state influenzate dalla cattura dei capi dei contrapposti gruppi, D’AUSILIO e GIANNELLI292. Si assiste, di conseguenza, a un tentativo di riposizionamento nello scacchiere criminale, sia da parte dei clan preesistenti che di quelli emergenti, tra i quali il sodalizio NAPPI-ESPOSITO. Le organizzazioni camorristiche che operano, invece, a Fuorigrotta, insistono secondo le seguenti direttrici territoriali: la zona intorno allo Stadio San Paolo è sotto il controllo del clan ZAZO; il rione Lauro della famiglia IADONISI; l’area compresa nel circondario delle vie Giacomo Leopardi e via Cumana è appannaggio del sodalizio BARATTO-BIANCO, a cui è aggregata la famiglia CESI, a sua volta in buoni rapporti con il gruppo GIANNELLI. A Pianura operano, in contrapposizione tra loro, i sodalizi PESCE-MARFELLA293 e MELE, famiglia, quest’ultima, con cui si sarebbe alleato il clan LAGO, da tempo in declino. Nel mese di febbraio, in esecuzione di un provvedimento di fermo, convalidato dal G.I.P. del Tribunale di Napoli294, sono stati tratti in arresto quattro soggetti responsabili di rapina, già affiliati al menzionato sodalizio MELE, che stavano tentando di costituire un gruppo autonomo, scontrandosi con l’ex clan di appartenenza”.

“A Pianura risulta operare anche il sodalizio BASILE-LAZZARO, staccatosi dai PUCCINELLI-PETRONE del Rione Traiano. A Soccavo, disarticolato dagli arresti il clan GRIMALDI, continua a prevalere il gruppo VIGILIA.
Nella parte bassa di Soccavo è presente, invece, la famiglia SORIANIELLO. Nel Rione Traiano si contendono il monopolio del narcotraffico i clan PUCCINELLI e CUTOLO, in grado di controllare il mercato degli stupefacenti sia attraverso la gestione di propri punti di smercio, sia attraverso il costante rifornimento delle piazze di spaccio del Rione, dove viene anche imposto il pagamento di una tangente. Da segnalare come nel mese di gennaio è stata data esecuzione a numerose misure cautelari nei confronti di appartenenti al menzionato gruppo PUCCINELLI-PETRONE e ad alcune famiglie subordinate (IVONE, TRANCHESE, PISA, QUARANTA, EQUABILE,
PERRELLA e LEGNANTE), tutte operanti nel Rione Traiano. Tali arresti potrebbero alimentare le ambizioni del clanCUTOLO (legato ai PUCCINELLI da una, seppur difficile, alleanza) di estendere la propria influenza, nonché le aspirazioni espansionistiche del gruppo VIGILIA”.

Area Orientale – quartieri Ponticelli, S. Giovanni a Teduccio, Barra

“A Ponticelli da tempo si registrano conflitti tra gruppi che si contendono la gestione delle piazze di spaccio; in particolare le tensioni si rilevano tra le famiglie DE MICCO e D’AMICO. Nel quartiere Barra, dove i clan hanno fortemente investito nei traffici di droga, è operativo il gruppo CUCCARO. Nello stesso quartiere le famiglie APREA e ALBERTO risultano, invece, fortemente ridimensionate dalle inchieste giudiziarie. Nella zona di San Giovanni a Teduccio permangono le tensioni tra i sodalizi MAZZARELLA-D’AMICO e RINALDI/REALEFORMICOLA. L’arresto, nel mese di giugno, di un pregiudicato contiguo al clan MAZZARELLA (responsabile di estorsione aggravata, consumata in danno di un imprenditore di Marigliano) rappresenta un’ulteriore conferma della presenza del gruppo anche in quel Comune”.

Qui la relazione della DIA.

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