Foto. Elezioni, la storia si ripete: Torre del Greco è un tripudio di manifesti abusivi

Torre del Greco. Mancano solo dieci giorni alle famigerate elezioni che vedranno gli italiani alle prese con il rinnovo della propria classe dirigente. Domenica 4 marzo è fissato infatti il doppio appuntamento elettorale per le votazioni di Camera e Senato: partiti, gruppi e movimenti politici sono nel vivo della campagna elettorale. Comizi, interventi, raccolte firme proliferano in ogni piazza d’Italia. Dalla tv e sui giornali i leader nazionali tuonano gli uni contro gli altri ma è a livello locale che si gioca lo scontro decisivo che, nella città del corallo, è preludio di una competizione ancora più agguerrita: le comunali post commissariamento.

Ma per ora il commissario Barbato è ancora in carica e vigila attentamente, bacchettando duramente i candidati nostrani: la scritta Affissione Abusiva campeggia in bella vista su più di venti manifesti elettorali della città, inclusi quelli del centralissimo complesso La Salle.

Che l’abusivismo dei manifesti elettorali sia una costante di ogni appuntamento alle urne non fa meraviglia, ma mai prima d’oggi erano stati segnalati i manifesti dei singoli candidati, colpevoli di non aver rispettato la normativa che vieta di affiggere negli spazi riservati ad altre liste o partiti o di coprire le zone destinate a comunicazioni di diversa natura.

Eppure la normativa parla chiaro: oltre a regolamentare i tempi e i modi con cui le liste possono presentare i candidati ai collegi sia uninominali che plurinominali chiarisce in modo dettagliato anche la disciplina per usufruire degli spazi di affissione di luoghi pubblici e aperti al pubblico e le eventuali sanzioni.

Nel caso della nostra città gli spazi di affissione erano stati contrassegnati con delle apposite targhette indicanti chiaramente il nome del partito cui erano assegnati: impossibile sbagliare.

Ma i nostri politici, al di là della fazione, non hanno rispettato o studiato la normativa, invadendo gli spazi destinati ai “rivali” o coprendo spazi riservati e sono stati così segnalati in rosso, proprio il colore con cui a scuola si evidenziano gli errori più gravi: sia candidati di destra che di sinistra. I Vigili incaricati dal prefetto hanno già imposto la rimozione dei manifesti sanzionati a tutti i committenti.

Rispettare le norme assicura ai cittadini, ai partiti ed alle organizzazioni politiche parità di condizioni, eliminando i privilegi determinati da maggiori possibilità finanziarie. Senza contare i danni all’estetica subiti dalle città in cui la propaganda viene svolta in modo illegittimo e al di fuori di ogni limite di civiltà. Tali disposizioni sono valide infatti per ogni competizione elettorale: amministrative, politiche, regionali e anche referendum.

 

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