Napoletani scomparsi, un parente: “Trattati come attori, ma il nostro dolore è vero”

Nessuna buona né cattiva novità sui napoletani scomparsi in Messico. Le polemiche, però, continuano, ma sono soprattutto sfoghi della famiglia dei ‘desaparecidos, che si sente abbandonata dallo Stato italiano. Ieri mattina ha annullato un’intervista de”I Fatti Vostri”, perché, secondo quanto rivelato da Francesco, uno dei familiari, la troupe televisiva avrebbe consegnato loro un copione da recitare.

Ai microfoni di Hangover Entertainment, Francesco spiega l’accaduto e parla liberamente di quello che avrebbe voluto dire davanti alle telecamere della tv: “Volete solo restare su questa sedia o volete aiutarci? Volevo dire questa cosa anche ieri mattina ma non me l’hanno fatto fare. Mi hanno detto che sarebbero andati via se non avessi detto quello che volevano loro. Non mi chiedono se il Governo si sta muovendo, se lo Stato ci sta tutelando, niente di niente. Avrei voluto quello che c’è nel mio cuore, e non che si presentassero con un copione come se fossi un attore che deve recitare. Forse qualche mia frase non fa piacere che sia ascoltata, mi è stato dato un copione per 7 pagine e l’ho letto tutto con molto rispetto del lavoro dei giornalisti, però poi quando ci si rende conto che si comincia a speculare sull’informazione poi si resta male”.

Francesco è arrabbiato e deluso, ma soprattutto spaventato, come tutta la sua famiglia: “Il dolore è vero, la rabbia è vera. Io vorrei chiedere umilmente un aiuto alle istituzioni, al Presidente Mattarella, col cuore in mano, come se i miei parenti fossero figli suoi. Non capisco perché l’accanimento contro di noi, ci fanno sentire soli. La Farnesina non ci chiama per farci sentire cose ufficiali, come quando hanno arrestato i poliziotti, io l’ho saputo da Facebook. Abbiamo bisogno che Mattarella si faccia avanti e ci metta la faccia per i cittadini italiani. Che ruolo ha un Presidente se non aiuta i suoi cittadini? Io mi sento in Italia da quando sono nato, ma mi sentirei di più così se qualche italiano mi stendesse la mano, perché per ora mi sta tendendo la mano solo il popolo napoletano. E’ passato già un mese, non credo ci siano ancora possibilità di riscatto. Credo che solo una forza politica possa aiutarci. Il fatto di non sapere è una morte lenta, e non credo che ci sia motivo per soffrire così tanto”.

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