Caso Cucchi, un testimone: “Picchiato, con lui i carabinieri si divertirono”

Testimonianza di rilievo, per il caso di Stefano Cucchi, quella di Luigi Lainà davanti alla I corte d’Assise che vede imputati cinque carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale. Lainà incontrò Stefano Cucchi nel centro clinico di Regina Coeli, dove si trovava anche lui, la notte tra il 16 e il 17 ottobre del 2009. Il trentunenne romano è deceduto all’ospedale romano Pertini la notte tra il 22 e il 23 ottobre 2009, una settimana dopo il suo arresto per droga.

Il testimone, ha raccontato: “La sera del 16 ottobre del 2009 mi trovavo presso il centro clinico di Regina Coeli quando vedo arrivare un ragazzo che aveva il volto gonfio come una zampogna, con evidenti ematomi in faccia e sugli zigomi. Aveva un colorito violaceo, perdeva sangue da un orecchio e faceva fatica a parlare. Gli portai un caffè ma non riusciva neanche a inghiottire la sua saliva. Quando gli ho visto la schiena era uno scheletro violaceo: sembrava un cane bastonato, roba che neanche ad Auschwitz. Non ho mai visto un detenuto portato in cella in quelle condizioni”.

Cucchi raccontò – ha continuato – che con lui i carabinieri si erano divertiti. Due militari in borghese lo picchiarono nella prima caserma in cui fu portato, si fermarono su ordine di un altro carabiniere che indossava la divisa”. Questo perchè “volevano sapere della provenienza della droga ma lui non parlò”. Fu lo stesso Lainà, sempre secondo la testimonianza,  ad aver “avvisato il dottor Petillo del centro clinico che dopo averlo visitato ha disposto il trasferimento in ospedale”.

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