Pomodoro di San Marzano, l’oro rosso nato con un seme del Perù

Secondo alcune testimonianze tramandate dalla tradizione orale, il Pomodoro di san Marzano sarebbe giunto in Italia intorno al 1770, quando il primo seme fu donato dal Regno del Perù al Regno di Napoli e, si dice, piantato proprio nella zona che corrisponde al comune di San Marzano. Il famoso pomodoro, poi, con il tempo e varie azioni di selezione, ha acquisito le caratteristiche dell’ecotipo attuale.

Il pomodoro di San Marzano dell’Agro Sarnese-Nocerino DOP ha una forma allungata, un colore rosso acceso, una cuticola staccabile facilmente e una minore quantità di semi. Il suo sapore è agrodolce e la sua produzione è estesa a molti comuni delle province di Napoli, Salerno e Avellino.

Il pomodoro di San Marzano ottenne grande apprezzamento all’inizio del ‘900, con la nascita delle prime industrie di conservazione di Francesco Cirio, che producevano il “pelato” da salsa.

Il S.Marzano era detto anche oro rosso, per il valore economico che aveva assunto per gli agricoltori. Negli anni ’80 attraversò una crisi, con la coltura che subì una riduzione sia in termini di superfici che di produzione, ma durò poco: il recupero delle sue linee genetiche pure lo ha rilanciato a livello internazionale, e oggi il pomodoro sta vivendo un periodo molto positivo, con richieste in Europa, America e altri continenti.

Il Pomodoro San Marzano è amatissimo sia da chi lo gusta, sia da chi lo cucina, grazie all’alta qualità e al sapore forte. È l’unico che resta intatto nel barattolo anche dopo il ciclo di lavorazione.

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