Silvia, tifosa dell’Atalanta: “Io, bergamasca, sono innamorata pazza di Napoli”

L’ultimo ricordo che i napoletani hanno di Atalanta-Napoli è quello della bottiglietta piena d’urina lanciata dagli spalti verso i giocatori azzurri. Solo il più recente dei “dispetti” (chiamiamoli così…), non certo l’unico. Che la curva bergamasca abbia un’avversione verso i partenopei non lo scopriamo certo adesso, ma ogni volta sorprende la resilienza con cui per 90 minuti intona “Vesuvio lavali col fuoco” come se in palio ci fosse il primo premio per la tifoseria più razzista del mondo.

Ma, come spesso ripetiamo, ci sono sempre eccezioni che confermano la regola. Una di queste è Silvia Ostricati, 43enne di Boccaleone, un quartiere alla periferia di Bergamo, nata e cresciuta nel profondo Nord, super tifosa atalantina dalla nascita, ma soprattutto innamorata pazza di Napoli.

Quasi un ossimoro dei sensi, penserete, ma una delle prime regole che ci insegnano a scuola è: mai generalizzare. Infatti, in maniera del tutto sorprendente, ci è capitato di parlare con una “nordica” che sembra letteralmente posseduta da un’anima napoletana.

Ecco cosa ci ha raccontato: “Ho sempre simpatizzato Napoli, mi sento meridionale più che bergamasca, io amo Bergamo ma non i miei concittadini, che hanno un carattere molto diverso dal mio. Ho sempre avuto il Sud nel cuore, quando scendo giù mi sento nel mio habitat naturale. Napoli la frequento 2-3 volte l’anno, abbiamo amici di Brescia originari di Terzigno, ci siamo affiatati, e spesso scendiamo a Napoli, siamo scesi anche questa estate, e l’ultima volta siamo scesi a gennaio. Io sono innamorata pazza di questa città nonostante tifi per l’Atalanta”.

Silvia ci ha rivelato che il fastidio che prova quando sente pregiudizi contro i napoletani è direttamente proporzionale al desiderio che avrebbe di poterli sfatare tutti d’un colpo: “La prima volta che sono andata a Napoli non sono partita prevenuta, non sono andata già con l’idea che Napoli era sporca, che avrei trovato immondizia.  I napoletani e Napoli sono etichettati in un modo che non corrisponde alla realtà, queste cose la penalizzano e mi danno tanto fastidio. Venite etichettati in un modo che non vi appartiene. Noi qui al Nord per sentito dire non ci accertiamo delle cose. Io quando sono scesa sono stata felicissima di vedere che è tutto l’opposto di quello che si dice, è una città tenuta bene. Al Nord siamo preservati da certe critiche, per quello mi dissocio e non mi sento del Nord”.

Sui cori contro i napoletani: “E’ il lato che mi piace meno dei tifosi dell’Atalanta, in Atalanta-Napoli dopo 90 minuti di insulti dei tifosi atalantini, tanto di cappello ai tifosi azzurri che non hanno reagito e incitato la propria squadra. Sono insulti e offese gravi perché lo sport dovrebbe unire e non dividere. Mi sono vergognata di essere atalantina. Secondo me dovrebbero punire di più queste cose. E’ la cosa più brutta perché fai danno anche alla tua squadra”.

Ma c’è una cosa che Silvia ama particolarmente dei napoletani: “Forse i trasporti non funzioneranno a pienissimo, ma vi compensa tantissimo il calore del Sud, il calore delle persone è incredibile. Mio marito è un bergamasco doc, quando scende si trasforma, si lascia ammorbidire, avete la capacità di coinvolgere anche le persone più glaciali. Trattate tutti come persone di casa, questa cosa è spettacolare. Quando torno a casa da Napoli piango”.

Infine, smonta un altro luogo comune: “E’ vero, sorrido un po’ per come si guida a Napoli, in un modo particolare. Ma in realtà non vedo poi tantissima differenza”.

Prima di salutarci, Silvia ci ha raccontato che adora Insigne (Lollo, lo chiama lei), tanto da aver scattato una foto con il pastore che lo rappresenta a San Gregorio Armeno, e ci ha promesso che, in caso di vittoria miracolosa dello Scudetto, verrà a Napoli per festeggiare insieme a noi, che saremmo molto felici di “adottarla”.

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