Video. Al cinema “Nato a Casal di Principe”, storia vera di un sequestro e di camorra

Arriva nelle sale cinematografiche il prossimo 25 aprile 2018 il film “Nato a Casal di Principe” diretto dal regista Bruno Oliviero. Il film è stato presentato alla 74° Mostra del Cinema di Venezia. Nel cast, troviamo Alessio Lapice (nel ruolo di Amedeo Letizia), Massimiliano Gallo (nel ruolo di Alessio, il padre di Amedeo) e Donatella Finocchiaro (Natuzza, la madre di Amedeo).

LA TRAMA:
Amedeo Letizia è un ragazzo di vent’anni che sul finire degli anni ’80 si è trasferito a Roma da Casal di Principe per inseguire la carriera di attore. Sta appena iniziando a muovere i primi passi, tra un fotoromanzo e un ruolo sul piccolo schermo in una delle fiction più famose di quegli anni “I ragazzi del muretto”, quando il fratello minore, Paolo, viene rapito da alcuni uomini incappucciati che ne fanno perdere le tracce. Amedeo torna nel suo paese d’origine, sin da subito questo viaggio si rivela una discesa agli inferi del suo passato e nelle contraddizioni della sua terra. Poiché l’inchiesta condotta dai carabinieri si dimostra inefficace, si decide a intraprendere una sua personale ricerca, lo fa armato di un fucile e con l’aiuto del cugino Marco, un ragazzo di diciassette anni. I dettagli della scomparsa affiorano via via nel corso della vicenda che vede Amedeo aggirarsi per quel territorio che va dalle campagne al mare, passando per i laghi, all’affannosa ricerca di suo fratello. Insieme a Marco setaccia la zona senza sapere se cercare un cadavere o un luogo dove Paolo è tenuto prigioniero…

Il regista Bruno Oliviero del film racconta: ”Volevo che questa storia vera incredibile lo spettatore la vivesse con gli occhi del protagonista, un ragazzo di vent’anni. Con il personaggio di Amedeo, attraverso questa storia fin troppo vera mi sono potuto addentrare in territori inesplorati nei film dove c’è la camorra: nello sguardo delle vittime silenziose. Di chi vuole ribellarsi e non sa come fare. Di chi magari pensa anche di diventare come loro, i camorristi, per trovare giustizia”.

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