Ex Ministro del Mezzogiorno: “Il Sud è sparito dalla bozza del programma Lega/M5S”

di maio salviniAccordo di massima raggiunto tra Lega e Movimento 5 Stelle. I due partiti sono giunti alla stesura quasi definitiva del programma, che adesso deve essere passato al vaglio dei due leader, Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Nelle ultime 48 ore era stata pubblicata dall’Huffington Post una vecchia bozza del programma, che ha inevitabilmente suscitato reazioni contrastanti nella politica italiana, nonché tra i mercati.

Solo ieri sera, invece, il Corriere ha pubblicato la bozza quasi definitiva del programma (documento datato 16 maggio alle ore 19:00) che, però, è ancora suscettibile di modifiche. Sulle pagine del Corriere del Mezzogiorno è intervenuto il Ministro uscente Claudio De Vincenti, economista e professore universitario, dal 12 dicembre 2016 Ministro per la Coesione Territoriale e il Mezzogiorno del governo Gentiloni.

L’ex Ministro ha commentato la bozza del programma Lega e Movimento 5 Stelle, probabilmente la prima uscita, cioè quella pubblicata dall’Huffington Post. De Vincenti rimarca la mancanza di riferimenti al Sud, evidenziando come “la parola Mezzogiorno neanche viene citata“. “Manca qualsiasi indicazione di politiche e provvedimenti per il Meridione. E pensare che il M5S ha fatto il pieno di voti proprio al Sud“. Anche nell’ultima bozza del programma, la parola Mezzogiorno non compare mai. Il Sud, invece, compare solo una volta, a proposito dell’Ilva.

Ci impegniamo, dopo più di trent’anni, a concretizzare i criteri di salvaguardia ambientale, secondo i migliori standard mondiali a tutela della salute dei cittadini del comprensorio di Taranto, proteggendo i livelli occupazionali e promuovendo lo sviluppo del Sud, attraverso un programma di riconversione economica basato sulla chiusura delle fonti inquinanti, per le quali è necessario provvedere alla bonifica, sullo sviluppo della Green Economy e delle energie rinnovabili e sull’economia circolare“.

De Vincenti, poi, ha anche parlato del reddito di cittadinanza, secondo molti una delle promesse elettorali che ha permesso al M5S di diventare il primo partito italiano e che, indirettamente, interessa anche ai cittadini del Meridione: “Prima di tutto, se fosse veramente il reddito di cittadinanza di cui i 5S parlavano originariamente, cioè un reddito garantito a tutti i cittadini in quanto tali, costerebbe enormemente di più. In tal caso, la vera domanda da porsi sarebbe: è una ricetta giusta ed equa accollare alla collettività costi finalizzati a tenere le persone, soprattutto i giovani, a casa a fare nulla? Ma la cifra fornita dice che la proposta, comunque ancora molto onerosa, è già stata sensibilmente ridimensionata dai suoi stessi ideatori. Né un ipotetico utilizzo del 20 per cento del Fondo sociale europeo ne cambierebbe la consistenza in modo significativo. In realtà, correggere in corsa una impostazione sbagliata è impresa che difficilmente riesce. E a loro non è riuscita“.

Per scaricare la bozza cliccare qui.

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