Elezioni, tre comuni nel caos: non si vota, vittoria a tavolino e un’assenza pesante

Elezioni Italiani alle urne per esercitare la sovranità popolare a tre mesi dalle elezioni politiche. Il prossimo 10 giugno si rinnoveranno i consigli comunali nelle città della penisola. Se a Roma ha regnato il caos con una crisi istituzionale senza precedenti, si registra anche a livello locale una situazione che in alcune aree risulta paradossale.

Scontri dialettici fortemente muscolari, ammucchiata di candidati a sindaco e al consiglio comunale e addirittura la possibilità di una vittoria a tavolino. Casi spinosi che devono far riflettere sullo stato di salute del nostro Paese.

Il caso più eclatante è quello del comune calabrese di San Luca che non voterà. Proprio così. Nessuna lista ha presentato la propria candidatura nonostante il comune sia già senza un sindaco, perché commissariato nel 2013 dopo lo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata. Nel 2015 ci fu un tentativo di una lista che si presentò, senza però raggiungere nella tornata elettorale il quorum del 50% + 1. Da quel momento il vuoto politico. La circostanza che nessuno abbia la voglia o il coraggio di presentarsi alle amministrative di giugno pone una pietra tombale sulla forte penetrazione territoriale della ‘ndrangheta.

Diverso, invece, è il caso di Pollena Trocchia dove a presentarsi è un solo candidato. Si tratta dell’architetto Carlo Esposito, esponente del centrodestra cittadino. Ma la sua vittoria non è scontata. Secondo il regolamento, alle urne dovrà recarsi il 50% + 1 degli aventi diritti al voto, pena il commissariamento del comune vesuviano. Un caso di scarsa partecipazione alla vita democratica e istituzionale.

A Torre del Greco, invece, dopo l’arresto dell’ex sindaco Ciro Borriello e il conseguente commissariamento, c’è grande fermento politico con addirittura ben 7 candidati a sindaco. Centrodestra spaccato, ammucchiata di liste civiche e una mancanza che fa scalpore. Il Pd non è riuscito ad esprimere un uomo per tentare di guidare la città, non presentandosi entro i termine prefissati. Si è sfiorata l’ipotesi di ben 8 candidati alla poltrona di primo cittadino.

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