Fuggiasco di Pompei, sacco con 20 monete stretto al petto: così scappava dal Vesuvio

Fuggiva dalla furia eruttiva del Vesuvio, con la speranza di salvarsi e per questo portava con sé un piccolo tesoretto di monete che gli avrebbero consentito di continuare a vivere.

Proseguono gli scavi presso il cantiere della Regio V, dove la settimana scorsa è stato rinvenuto lo scheletro di un fuggiasco colpito da un blocco di pietra che gli ha tranciato la parte alta del torace e la testa. Qui sono emerse 20 monete d’argento e 2 in bronzo che erano contenute in una piccola borsetta che l’individuo stringeva al petto. Tra le costole del torace erano difatti dapprima emerse 3 monete, via via, rimuovendo i resti della vittima che saranno portati al Laboratorio di ricerche applicate del Parco archeologico di Pompei, per il prosieguo delle indagini, è venuto fuori il prezioso bottino.

Le monete sono allo studio dei numismatici che ne stanno definendo il taglio e il valore, mentre i resti decomposti della piccola borsa contenitore, saranno analizzati in laboratorio per definire il materiale.

Ad un primo esame sembrerebbe trattarsi di 20 denari d’argento e due assi in bronzo per un valore nominale di ottanta sesterzi e mezzo. Questa quantità di monete poteva all’epoca poteva garantire il mantenimento di una famiglia di tre persone per 14, 16 giorni.

Per il momento è stato possibile esaminare 15 monete, per la maggior parte repubblicane, a partire dalla metà del II secolo a.C. Una delle monete repubblicane più tarde è un Denario legionario di Marco Antonio, comune a Pompei, con l’indicazione della XXI Legio.

Tra le poche monete imperiali individuate, un probabile Denario di Ottaviano Augusto e due Denari di Vespasiano.

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