Migranti sparati a Caserta, uno dei feriti: “Clima razzista da quando Salvini è ministro”

Un agguato di stampo razzista è avvenuto a Caserta, ai danni di due immigrati, lo scorso 11 giugno. Il fatto è stato denunciato pubblicamente soltanto oggi, ma ha già creato scompiglio nell’opinione pubblica. Due immigrati sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa, al grido “Salvini, Salvini!”.

Uno dei due giovani, entrambi del Mali, si è presentato oggi davanti ai giornalisti per raccontare l’episodio. Dabi, questo il suo nome, ha parlato davanti alle telecamere coperto da uno striscione, come precauzione per eventuali ripercussioni dei suoi stessi aguzzini.

Queste le sue parole riportate da Il Corriere del Mezzogiorno: “All’inizio passavano alcuni ragazzi italiani dentro una macchina, hanno iniziato a sparare colpendo il mio amico e poi me. Poi si sono allontanati. Quando sono tornato a casa ho notato le ferite. Al terzo sparo gridavano “Salvini, Salvini, Salvini”, quello che ha sparato era seduto al lato passeggeri. Dopo aver gridato “Salvini, Salvini”, sono scappati. Ringrazio l’Italia per avermi salvato quando sono arrivato in questo Paese, ma spararmi dopo averlo salvato è ingiusto, sto male per questo episodio. Io ho vissuto a Caserta circa due anni, all’inizio il clima era calmo, ma da quando è salito il nuovo Governo, con Salvini, tutto è cambiato, ormai stiamo vivendo una tensione di razzismo”.

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