Il Sardo si insegnerà nelle scuole, mentre la lingua napoletana rischia l’estinzione

Una legge tutelerà la lingua sarda e gli altri idiomi parlati sull’isola (catalano, gallurese, sassarese e tabarchino). Lo ha stabilito ieri il Consiglio Regionale Sardo.

Lo scopo è quello di garantire alla lingua sarda una condizione di ufficialità e trasmetterla alle future generazioni. Sarà prevista una disciplina nelle scuole per insegnare la lingua ed inoltre verranno dati dei contributi a mass media, editoria e strumenti web che la utilizzeranno e contribuiranno a diffonderla. Il Consiglio stanzia 500mila euro per far partire la macchina, 3,2 milioni per il 2019 e 3,3 per il 2020.

L’approvazione di questa legge risponde in realtà ad un’emergenza: sull’isola si parla poco la lingua sarda, nelle famiglie il suo uso è calato e i giovani quasi non la conoscono.

Questa decisione segue quella di altre zone italiane, in un passato non molto remoto altre regioni come Trentino Alto Adige, Valle d’Aosta, Veneto e Lombardia hanno stabilito di far entrare le proprie lingue regionali nel piani di studio degli istituti scolastici. E la mente corre subito al nostro idioma: quando verrà fatto per il Napoletano?

Qualche anno fa venne diffusa la “bufala” che l’Unesco aveva dichiarato patrimonio dell’Umanità il Napoletano. In realtà questo riconoscimento non è mai avvenuto però nell’Atlante pubblicato dall’ente tra le lingue da proteggere c’è anche quella del Sud Italia. Non esiste un Napoletano a parte, ma una lingua comune a tutto il Meridione: Napoletano e Napoletano – Calabrese, come viene definito.

Una lingua parlata da 7.500.000 persone localizzate tra la Campania, Lucania (Basilicata), Abruzzi (Abruzzo), Molise, Nord della Calabria, Puglia Centro – Nord, il sud del Lazio, le Marche e parte dell’Umbria. Ma non c’è molto da essere allegri, poiché la menzione dell’Unesco è correlata al rischio estinzione del Napoletano, “Vulnerabile”, viene definita nell’Atlante.

Quando si deciderà quindi a tutelarla? Quando il Consiglio Regionale della Campania prenderà esempio da quello sardo? Domande che rimarranno senza risposta e un appello che forse resterà inascoltato. Ma la questione va posta perché con la scomparsa della lingua napoletana verrebbe cancellato un pezzo di storia e l’identità culturale di un intero popolo. #SalviamoIlNapoletano

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