Esami maturità 2018: gli errori più clamorosi dei maturandi

Come ogni Esame di Maturità che si rispetti, anche quest’anno non sono mancati strafalcioni ed errori grossolani a firma dei maturandi che, come riporta Skuola.net, dalla storia all’italiano, dalla geografia alla letteratura, hanno in diversi casi mostrato la loro “ciucciagine”, causa di una preparazione approssimativa (forse anche degli insostenibili programmi ministeriali?), con studenti che alla prova di greco si sono presentati con il vocabolario di latino.

Allora, non c’è da meravigliarsi se “I Malavoglia” viene attribuita a Verga (il cui “ideale dell’ostrica” diventa “la storia della cozza”) e non a D’Annunzio, da molti considerato “un estetista“. Non va meglio con la storia, soprattutto quella del ‘900, con Mussolini a combattere spalla a spalla con i partigiani e le Brigate Rosse a delinquere durante il ventennio fascista. Sotto bersaglio anche la Seconda Guerra Mondiale, che sarebbe iniziata nel ’45, e la legge Acerbo che avrebbe dato il diritto di voto alle donne nel 1923.

Anche la storia antica è stata maltrattata con Nerone che subisce la congiura dei “pistoni” e non dei Pisoni. Calpestata anche la cronaca dei nostri giorni con  Kim Jong-un che da nord-coreano diventa un dittatore giapponese. Registrate anche carenze geografiche immani con l’India che viene collocata in Africa, Torino che diventa il capoluogo della Toscana o l’Umbria che diventa una città vicino ad Assisi. Infine, non potevano mancare nella lunga lista la Storia dell’Arte e la Grammatica che hanno visto rispettivamente Leonardo da Vinci derubato della paternità della Gioconda da Giotto e “l’autoerotismo” diventare una pratica per auto-infliggersi delle ferite.

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