Giornalista scrive libro contro Salvini “il ministro della paura”: “minacce” ai genitori

Ognuno è libero (e ci mancherebbe altro) di tirare per questo o quel partito, ma non è accettabile (e non scopriamo l’acqua calda) quando la preferenza politica viene espressa in modo violento e intimidatorio, solo per attaccare chi ha il coraggio di uscire fuori dal coro attraverso il proprio lavoro. A tal proposito è da condannare l’episodio che ha visto protagonista Antonello Caporale, giornalista de Il Fatto Quotidiano.

Caporale ha denunciato con un post su Facebook un episodio increscioso capitato all’esterno della casa dei suoi genitori nel Salernitano, dove è stato sparso dell’olio bruciato. Queste le parole del giornalista: “Ignoti malfattori li definiscono i carabinieri con un linguaggio antico ma congruo. Sono gli odiatori, coloro che usano la violenza delle parole per intimorire e portare paura. Alcuni come vedete in queste foto fanno di più: spingono in alto la paura, allenano l’ansia cospargendo per esempio di olio bruciato l’ingresso dell’abitazione dei miei anziani e incolpevoli genitori (è accaduto stanotte). Passare dalle parole ai fatti è purtroppo un attimo. Ci ritroviamo nella barbarie senza nemmeno accorgercene“.

Dalle parole di Caporale si comprende che per lui dietro il gesto ci sarebbe una sorta di “protesta” per il suo recente lavoro editoriale dedicato a Matteo Salvini, da poco nominato Ministro dell’Interno e vice-premier nell’ormai famoso governo giallo-verde, costruito da Lega e 5Stelle. Caporale, il cui libro si chiama “Matteo Salvini, il ministro della paura“, in un recente articolo per la sua testata ha spiegato: “Salvini vende la paura al mercato della politica. E’ una merce richiestissima e lui la offre a buon mercato. La paura dell’altro, la paura dello straniero, la paura del ladro, la paura di restare senza lavoro, la paura di impoverirci. La paura del futuro“.

Caporale, nel suo libro, racconta Salvini attraverso la sua attività social (dai post su Facebook ai tweet), non solo dell’ultimo periodo, ma durante tutta la sua carriera politica. Questo “modus operandi” del leader de Carroccio lo ha portato a confrontarsi senza filtri con gli italiani. “Matteo Salvini – scrive infatti Caporale –  ci conosce bene, sa quali sono i nostri vizi e le nostre virtù. E vellica i secondi, nascondendo i primi. Ha però qualche buona ragione dalla sua parte“.

Queste ragioni, ovviamente, il giornalista le esprime nel suo libro, ma dà anche qualche assaggio appetitoso. Ad esempio sulla questione Rom: “Ogni cosa difficile nelle sue mani, meglio dire sulla sua bocca, diviene facile, semplice, persino banale. I Rom? Serve la ruspa (la ruspetta per i bambini nomadi). Non basta una ruspa a far sparire questo popolo, per fortuna. E tutti noi lo sappiamo. Ma vale, per Salvini e per coloro che in lui credono, il non detto: la ruspa è il segnale che si possono asfaltare le loro capanne, distruggere le loro roulotte e in qualche modo, non sappiamo come ma certo lo speriamo, liquidare così le loro vite“.

Poi, non può mancare un passaggio sulla vicenda migranti o su alcune manovre economiche: “Abbiamo visto come si è comportato: basta crociere! E tutti hanno applaudito. E davanti all’annosa questione del peso fiscale, delle tasse che ci inseguono e ci fanno ammattire, Salvini ha proposto la flat tax. Abbassarle ai ricchi per aiutare i poveri. Ancora applausi. Nessuno si è fermato un momento a pensare: ma davvero i soldi che i ricchi risparmieranno saranno fonte di gioia per i nullatenenti? A noi basta la promessa, e più grande è, ridondante è, incredibile è, più ci rende felice“.

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