De Magistris deluso dal M5S: “Sembrava la svolta, ma ha riabilitato Salvini”

In attesa di incontrare, il prossimo 13 luglio, alcuni esponenti del Governo a Palazzo Chigi per quella che dovrebbe essere la cabina di regia decisiva per le Universiadi, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris torna a pontificare, soprattutto, sull’attuale situazione politica del Bel Paese. Il primo cittadino partenopeo spiega come l’attuale Governo giallo-verde stia alimentando il suo operato con “il sentimento della paura, della discriminazione, della caccia al nemico“, facendo un nuovo chiaro riferimento ai “porti chiusi” di Salvini.

Dinanzi a tale scenario, secondo de Magistris, è necessaria, “dopo anni di berlusconismo e renzismo”, la ricerca di un’alternativa valida, un’alternativa che sembrava poter essere rappresentata dai 5 Stelle, ma poi macchiata dall’accordo con la Lega: “il partito più vecchio degli ultimi anni, un partito che ha fondato la sua storia sulla secessione dell’Italia (per poi scoprirsi patriota), sull’odio nei confronti dei meridionali (terroni da respingere), alleato di ferro, ancora oggi, di Berlusconi, Dell’Utri, nonché camerati violenti del terzo millennio. Un partito travolto da scandali gravissimi (il cui leader oggi guida le forze della sicurezza del nostro Paese)“.

Una questione morale che ha riguardato non solo la prima e la seconda Repubblica, ma anche la cosiddetta terza, quella del “governo del cambiamento” travolto dal caso dei “50 milioni di euro circa sottratti dalla Lega agli italiani” e dallo scandalo per la costruzione dello stadio della Roma. Un Governo, per il sindaco arancione, che continua a finanziare gli F35, ma continua a non curarsi dei comuni che collassano.

E l’opposizione? De Magistris non fa mancare il suo commento anche su questo punto: “La politica della paura e delle mura porterà l’Italia in una situazione pericolosissima, ma l’opposizione non può certo essere il cd. fronte repubblicano o il renzismo di ritorno, oppure una certa sinistra inesorabilmente bocciata nelle elezioni. L’alternativa politica, morale, sociale, culturale, economica, etica ed umana si costruisce sui territori, con coloro i quali hanno lottato e lottano per i beni comuni, con chi sta con le persone fragili, con chi lotta per i diritti ed in particolare per il lavoro, per l’uguaglianza e per la giustizia sociale, con chi lavora per dare forza e coesione al Paese, con chi investe con competenza e passione per lo sviluppo umano e delle comunità, con chi lotta davvero contro corruzioni e mafie, con chi lavora per la difesa delle città, piccole e grandi“.

Una rottura del sistema” in sostanza quella che auspica il sindaco, per una “rivoluzione” che possa riguardare “l’Italia coesa nelle sue diversità, valorizzando le autonomie“, per “dare voce e forza finalmente alle persone, tutte, senza gerarchie, con gli stessi diritti e gli stessi doveri. Per dare forza decisiva a quelli che stanno lottando per attuare la Costituzione e sono stanchi di resistere solamente“. “È scoccata l’ora del contrattacco – annuncia infine – anche per Napoli, perché la città possa vivere ancora meglio ed uscire dall’assedio finanziario e normativo che impedisce di curare bisogni e realizzare diritti, per il nostro sud, per la nostra Italia. Se saremo uniti, credibili, liberi, coraggiosi, forti e pieni di passione il contrattacco non potrà che portare il Paese, un giorno, fuori dal tunnel in cui sta precipitando: con ottimismo, visione, concretezza e senza tradire. Noi ci siamo!“.

L’ennesimo evidente proclamo da campagna elettorale anticipata, contro tutto e tutti, è condivisibile in molti punti, ma sembra assumere le sembianze di uno sproloquio se si vanno a leggere i commenti dei tanti cittadini sotto il post del sindaco. Cittadini che, seppur in modi diversi, chiedono a gran voce di occuparsi prima dei problemi della città, quelli reali, in modo concreto e non a chiacchiere. Si potrebbe biblicamente dire che a de Magistris viene chiesto di togliere prima la “trave” dal suo occhio e poi guardare “la pagliuzza” negli occhi degli altri.

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