Migranti, Napoli e le altre città d’Europa si uniscono: “Vogliamo i porti aperti”

La manifestazione “Terra! Aprite i porti!” che si è tenuta nella giornata di ieri alla Stazione marittima di Napoli è stata un significativo momento di discussione e riflessione sulle politiche di chiusura ai migranti, ma anche un momento in cui le città europee hanno espresso la loro volontà di fare rete, con la città partenopea e Barcellona (su tutte) pronte a tendersi la mano per combattere sullo stesso fronte. Alla giornata hanno partecipato anche diverse Ong (tra cui Open Arms, spesso sui giornali in questo ultimo periodo), movimenti, terzo settore, sindacati e appunto istituzioni. Tra queste ultime, a sorpresa, anche una delegazione del comune di Berlino in rappresentanza del sindaco.

Il sindaco di napoli, Luigi de Magistris, nel suo intervento, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, ha spiegato che una calda opposizione non dev’essere promossa solo contro alcuni personaggi politici (come Salvini, verso il quale non manca comunque un riferimento) ma contro l’intero sistema governativo: “Si sbaglia a parlare solo dei singoli perché la chiusura dei porti è una responsabilità collegiale e grave che il governo si porta sulle proprie spalle. La solidarietà messa in atto dalle Ong non è reato. Il reato lo stanno compiendo altri. Se ci sono persone che stanno morendo vanno salvate. Chi non lo fa commette un crimine e chi lascia bimbi sotto il sole davanti al porto di Pozzallo per un capriccio da dittatorello non commette solo una barbarie ma un reato“.

Sulle responsabilità personali alle parole del sindaco partenopeo fanno eco quelle di Ignasi Calbò Troyano, direttore del programma “Barcelona, refuge city“: “Bisogna creare una rete che contrasti le politiche sovraniste degli Stati. Le amministrazioni sono quelle più vicine ai cittadini ed è cittadino chi abita una città, senza colore e nazionalità. Chi fa politiche di esclusione ha problemi di sicurezza nelle città, questo è un fatto. Fino a pochi mesi fa era impensabile che i porti spagnoli fossero aperti, ora lo sono. Questa è la strada“.

Tante le ipotesi e le idee venute fuori dai diversi tavoli di lavoro. Ad esempio, Elly Schleyn, europarlamentare ex Pd, ha proposto una raccolta di firme per chiedere la sfiducia del ministro dell’Interno che, a suo dire, “sta infangando il nome dell’Italia“. Oppure, le Ong che a gran voce chiedono maggiore informazione sul loro operato e pertanto annunciano che ospiteranno sulle loro navi sempre più giornalisti. Infine, si è pensato ad un summit tra città mediterranee e europee, dal sapore simbolico, in mezzo al mare o dinanzi a un porto, come quello di Pozzallo.

Di seguito il servizio della manifestazione, diffuso dal Comune di Napoli:

[youtube]https://www.youtube.com/watch?v=_lhpSKPKWqM[/youtube]

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