Foto. Vergogna in ospedale a Napoli: anziano legato al letto e tra le feci

Un presunto caso di malasanità è stato denunciato con post da un utente Facebook, che ha chiesto aiuto per l’anziano padre che si trova “in terapia intensiva” in un ospedale di Napoli da due mesi “e da un mese è in lista per il trasferimento” per fare riabilitazione respiratoria.

L’utente ha denunciato che il posto destinato al padre sarebbe andato ad altri, cosa che avrebbe scatenato la rabbia di tutta la famiglia che ha protestato in maniera vibrante, ma si è sentita rispondere: “Il dottore di turno ad ogni domanda che facevamo ci ha risposto in modo molto sgarbato e che ormai mio padre è cosciente“. “Mio padre – si continua a leggere nel post – non è totalmente cosciente, è stanco. Sta fermo nella stessa posizione da due mesi. E’ stato operato al femore un mese fa e solo venerdì scorso gli sono state tolte le famossime ciappe“.

Lo stato d’infermità in cui l’anziano è stato costretto dalla sua degenza, sempre secondo la denuncia via social, lo portava a stare sempre “sporco di feci“, anche alle mani, ma sembrerebbe che l’unica soluzione trovata, “perchè faceva troppa cacca“, è stata quella di mettergli “un sondino al retto“. L’anziano, però, continuava a versare in uno stato di abbandono, secondo il post, con gli infermieri “col telefonino in mano senza pensare nessuno e se li chiami gli dai fastidio“.

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L’accusatore sostiene di poter provare con foto e video tutto quello che dice, come quando in una delle ultime visite al genitore (vedi foto) lo ha trovato legato al letto, sempre perchè sembrerebbe che da solo riuscisse a rimuovere il sondino e sporcarsi, quindi, continuamente.

La denuncia ha suscitato indignazione sul web, ma lo stesso accusatore ha sostenuto di aver avuto un “colloquio con il primario della rianimazione” che ha sostenuto di non essere “a conoscenza su alcune cose accadute, rassicurandomi che con la sua professionalità avrebbe preso in carico la situazione, sia per quanto riguarda mio padre e sia per tutti gli altri pazienti“.

Questo il post di denuncia pubblicato su Facebook:

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