VIDEO/ Urla e torture atroci: cosa succede ai migranti respinti in Libia

Torture inimmaginabili che milioni di parole non sarebbero in grado di descrivere, ma che solo le immagini come quelle diffuse da AvvenireCorriere della Sera possono testimoniare. Sono le torture, che spesso si concludono nella morte, subite da tanti giovani africani che, rinchiusi nei lager libici, si ritrovano vittime dei mercanti di schiavi.

Umiliazioni, sfregi, sevizie, frustate, che vengono operate spesso per estorcere denaro alle famiglie dei malcapitati o, peggio, per puro divertimento. Torture documentate con dei video girati da chi è riuscito a sopravvivere a quell’orrore e che stanno facendo il giro del mondo, soprattutto dopo le parole di Papa Francesco in ritorno dall’Irlanda e che ne ha visionati alcuni. Nei video si vedono le smorfie di dolore delle vittime (che spesso preferiscono invocare la morte), ma anche le facce degli aguzzini.

Matteo Salvini difende a spada tratta il suo macabro operato, definendo “porti sicuri” quei luoghi di orrore, sui quali anche l’Unione Europea ha, però, a più riprese espresso perplessità. Davanti a quelle immagini crude è evidente che non regge lo slogan “aiutiamoli a casa loro” invocando, per quelli che riescono a raggiungere altre coste, un rimpatrio che potrebbe essere fatale.

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