Colantonio: “Vinca il migliore, non è detto sia il Bari. Senza stadio, non c’è la Turris”

La Turris batte la Nocerina ed accede ai 32esimi di Coppa Italia. Una partita che ha visto grande entusiasmo e tifo tra gli spalti del Liguori, complice lo storico gemellaggio che lega corallini e molossi. Alla fine è prevalso il maggior tasso tecnico della squadra di Grimaldi, dopo un primo tempo non semplice. La Turris ha dovuto giocare contro una squadra arroccata in difesa, abile nel chiudere tutti gli spazi.

C’hanno pensato Cunzi e Longo a piegare la Nocerina, che pure aveva parzialmente riaperto i giochi nel finale di gara con Cioffi. Soddisfatto, per il risultato e la splendida atmosfera, il presidente della Turris Antonio Colantonio: “Faccio i complimenti ai tifosi, oggi c’è stato uno spettacolo bellissimo. Magari le domeniche fossero tutte così“.

Il patron corallino ha poi parlato del campionato, che vedrà la Turris giocare contro il Bari di De Laurentiis. Un grande problema per chi, come i corallini, ha investito risorse ingenti per allestire una rosa all’altezza. “Se bastasse solo fare una squadra importante per vincere un campionato, sarebbe tutto molto scontato – spiega Colantonio -. Ecco perché all’inizio di ogni anno calcistico non si fanno promesse. Possono succede tante cose. Noi ci stiamo mettendo del nostro. Siamo partiti in anticipo, la squadra mostra un bel gioco ed i ragazzi iniziano a fare gruppo. Che vinca il migliore, e non è detto che sia il Bari“.

Prosegue: “Stadio? Abbiamo avuto l’art. 68 e pensavo che la situazione fosse chiusa. Un nuovo bando, in questo momento, ci spiazzerebbe più del Bari. Non riesco a capire come non si possa trovare una soluzione, come è successo con Bari e Messina. L’attuale gestore del concessionario è la Joga Pepito, che è una scuola calcio ma non è la Turris. Il Comune potrebbe dare tranquillamente la gestione provvisoria alla Turris, fino a quando non saranno pronti tutti i lavori. Poi, a maggio, si farà il bando finale, perché è giusto che nessuno riceva favoritismi“.

Se il titolo è della città – spiega Colantonio – come fa la squadra della città a non giocare nel proprio stadio? Non lo riesco a capire. Non vorrei sembrare arrendevole, ho fatto, è vero, delle esternazioni troppo forti. Se non c’è lo stadio, non esiste il progetto Turris. Chiaramente, inizierei a pensare dove il progetto Colantonio potrebbe andare avanti. Non è una minaccia, ma voglio far capire che ho un progetto serio, ed ho bisogno delle istituzioni e delle strutture per portarlo avanti. Non ce l’ho con il sindaco Palomba, che è sempre molto disponibile con me. Dobbiamo affrontare questo problema tenendo conto che l’azienda Turris non può essere privata della sua struttura. In settimana è previsto un incontro, il consigliere Brancaccio sta organizzando un tavolo con il sindaco ed i dirigenti della società“.

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