Anche a Napoli “Scuole sicure”: Salvini dichiara guerra agli spacciatori

arrestato spacciatore di Ercolano

Una battaglia contro coloro che spacciano nei pressi delle scuole. Questo è l’obiettivo principale di “Scuole sicure“, la direttiva che il ministro dell’Interno Matteo Salvini ha presentato stamane alla stampa, e che riguarderà anche la città di Napoli.

Il problema dei reati connessi agli stupefacenti mi sta particolarmente a cuore – ha detto il leader della Lega – avendo un figlio in età adolescenziale alle scuole superiori. La cosa che preoccupa è che c’è una diminuzione dell’età media del primo uso di stupefacenti e le scuole risultano essere punto di attrazione per i venditori di morte“. A conferma delle sue parole anche i dati registrati dal ministero che, in riferimento allo scorso anno, hanno evidenziato un netto aumento dei reati connessi agli stupefacenti del 12,5%, anche se è aumentato il numero di denunciati e arrestati.

Tuttavia per risolvere tale piaga il Viminale ha pensato di mettere in campo il progetto “Scuole sicure”, una vera e propria “battaglia antidroga – dice Salvini – quartiere per quartiere, scuola per scuola iniziando dalle 15 principali città italiane, coinvolgendo i presidi, i sindaci e le prefetture“. Il progetto prevede un investimento di 2,5 milioni di euro, necessari per incrementare i controlli, assumere agenti della polizia locale a tempo determinato, coprire i costi degli straordinari sempre degli agenti, realizzare campagne informative e installare impianti di videosorveglianza.

Come detto da Salvini saranno 15 le città italiane interessate dal progetto, tra queste anche Napoli alla quale sono destinati 243mila euro di finanziamento. “Se riusciremo ad allontanare anche un solo spacciatore da un solo ragazzino che entrerà in classe la settimana prossima saranno soldi ben spesi“, ha detto Salvini, riferendosi anche all’altro progetto (non ancora concluso) “Spiagge sicure”.

Maniere forti, quindi, per quella che dal Viminale annunciano come “una vera e propria emergenza, visto che in alcune situazioni l’età di consumo si riduce ai 12 e 13 anni, il che è una cosa incredibile che ci riporta non solo alle scuole medie superiori ma, addirittura, alle scuole medie superiori“.

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