Campi Flegrei, terremoti aumentati del 150% in 10 anni: l’allarme degli esperti

Le ultime scosse di terremoto registrate l’altra notte con epicentro alla Solfatara hanno riacceso i riflettori su una zona particolare come quella dei Campi Flegrei. In effetti la zona citata è da tempo oggetto di studio da parte degli esperti che, come riporta il Corriere del Mezzogiorno, hanno registrato (in quella che dal 2012 è zona a livello giallo) un aumento delle scosse negli ultimi dieci anni che supera il 150%, passando dalle 16 del 2008 alle 257 attuali (e l’anno non è ancora finito).

Una situazione preoccupante che, in particolare, dal 2012 ha visto il numero di scosse crescere sempre di più: passando, ad esempio, dalle 133 del 2017 a quasi il doppio in quest’anno. Per gli studiosi dietro tale crescita c’è un forte cambiamento del sottosuolo flegreo, con il rischio di un veloce e improvviso sollevamento del suolo, come già registrato negli anni ’80.

Tra gli esperti, a lanciare l’allarme ieri è stato il geologo e senatore del M5S Franco Ortolani, commentando proprio le ultime scosse. Per Ortolani queste scosse non sono preoccupanti, ma, come detto, resta il rischio dell’innalzamento che troverebbe la zona impreparata. “C’è da preoccuparsi per l’assenza di vie di fuga e mancanza di piani di evacuazione che consentano rapidamente lo spostamento dei cittadini in caso di allarme pre-eruzione“, ha detto il geologo. “Senza voler fare allarmismo – ha inoltre aggiunto – se dovesse intensificarsi il sollevamento del suolo, andrebbe attentamente e ripetutamente verificata la rete del metano“.

Pozzuoli – ha ancora spiegato Ortolani – pur essendo l’unica città al mondo costruita in un’area storicamente interessata dal bradisismo, non ha manufatti idonei a resistere senza subire danni alle dilatazioni del suolo. Negli strumenti urbanistici il bradisismo non è contemplato“. Una situazione, per tratti, a limite che potrebbe aggravarsi se si dovesse realizzare l’annunciata centrale geotermica: “Proprio in quest’area bradisismica e densamente popolata, una società privata ha presentato un progetto per la costruzione di una centrale geotermoelettrica sperimentale, proprio nella zona dove si sono verificati terremoti di magnitudo 2,4 del 12 marzo scorso e quelli dell’altra notte. Il progetto prevede la possibilità che i fluidi iniettati nel sottosuolo causino sismi di magnitudine simile a quella degli ultimi eventi“.

L’innalzamento del suolo è già in atto, come sostiene la direttrice dell’Osservatorio vesuviano Francesca Bianco, ma allo stesso tempo tutto sembra nella norma e sembrano non esserci particolari motivi di allarmismo: “Il fenomeno del bradisismo è di per sé un’anomalia, l’attuale trend è compatibile con il fenomeno in corso. La dinamica che è stata registrata nella notte, così come quella rilevata nei giorni scorsi, è associata al fenomeno di ascensione del suolo in atto nell’area flegrea a partire dall’ottobre 2015, allorché il fenomeno si è ripresentato. Il tutto rientra nella norma della dinamica degli eventi bradisismici. Ciò è acclarato dal fatto che gli epicentri sono superficiali: non abbiamo mai superato i tre chilometri di profondità“.

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