Il super boss Antonio Iovine si pente ed è pronto a collaborare con i pm

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Il superboss Antonio Iovine padrino dei Clan Casalesi arrestato nel novembre del 2010 dopo 14 anni di latitanza, ha deciso di “cantare” e dare una svolta alle indagini svolte dai magistrati del pool anticamorra di Napoli.

La presunta collaborazione ha avuto inizio quando il boss ha risposto alle domande dei pm Antonello Ardituro e Cesare Sirignano appartenenti al pool gestito dal procuratore Giuseppe Borrelli. Inizialmente, Iovine sembrava essere da subito collaborativo anche se non proprio esplicitamente, in quanto rispose ad alcune domande su una storia di usura,  facendo trasparire qualcosa; tuttavia, quel primo contatto fu isolato, solo agli inizi di maggio, il boss ha iniziato a collaborare assiduamente riempendo le pagine dei verbali sulle quali i magistrati dovranno lavorare e capire se quanto affermato è attendibile.

Inoltre, se davvero quanto detto dal boss è riscontrabile, nonchè attendibile, numerose persone rischiano di essere arrestati, tra cui i politici collusi, coloro che hanno collaborato agli intrecci sui rifiuti, amministratori locali ed altre persone che hanno nascosto per anni eventi legati all’organizzazione criminale di tutta l’Europa. Insomma, il boss Iovine, dopo aver conosciuto il carcere duro ha deciso di collaborare in quanto l’unica strada da poter percorrere: è quella con lo Stato.

Riguardo la collaborazione di Antonio Iovine, il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris esordisce: “È un fatto positivo che si aprano brecce all’interno dei clan camorristici e ci sia una collaborazione con la giustizia”, ancora “I colpi più ferali alle organizzazioni mafiose  sono venuti anche grazie alla collaborazione dei pentiti”.

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