800mila vanno al Nord per curarsi: i malati del Sud valgono 4,6 miliardi di euro

corsia ospedali
corsia ospedali

È un’Italia che viaggia sempre di più a due velocità differenti. Ancora una volta, Nord e Sud sembrano due rette parallele. Parliamo della sanità italiana, dei costi che un cittadino del Mezzogiorno deve affrontare per potersi, banalmente, curare. In un paese normale non importa il luogo in cui si nasce, il diritto alla salute vale sempre e comunque. Ma l’Italia non è un paese normale, e quasi ogni anno sono 800mila le persone che, dal Sud, si spostano al Nord per per curare una malattia o sottoporsi ad un’operazione.

Di questo esodo sanitario ne parla in un lungo articolo Il Corriere della Sera, a firma di Federico Fubini, esperto economico. L’articolo fa riferimento al più recente rapporto del ministero della Salute: nel 2016, oltre mezzo milione di ricoveri per malati acuti in regime ordinario sono avvenuti fuori dalla regione di residenza. Le regioni più colpite sono Calabria e Sicilia, mentre la Lombardia è la regione che accoglie il maggior numero di pazienti provenienti da ogni parte d’Italia.

Spesso, quando le malattie sono piuttosto gravi, curarsi al Nord diventa una consuetudine. Sempre nel 2016, infatti, il 40% degli abitanti della Calabria che aveva bisogno di un ricovero per una malattia acuta si è trasferito fuori regione. Un numero enorme. E poi, c’è l’altro paradosso: se quasi tutti vanno in Lombardia per curarsi, nessun lombardo, invece, si trasferisce altrove. Fubini si concentra quindi sul valore economico dell’esodo dei malati del Sud.

Il giornalista spiega che ogni regione di residenza del malato deve rimborsare la regione che fornisce le cure. Di conseguenza, le regioni del Sud pagano quelle del Nord. Queste compensazioni, stando all’ultimo accordo della Commissione salute delle regioni, valgono 4,6 miliardi di euro all’anno. A beneficiarne è soprattutto la Lombardia, poiché riceve pazienti da ogni parte d’Italia. La cifra è di 800 milioni di euro all’anno. La seconda regione beneficiaria è l’Emilia-Romagna, con trasferimenti netti positivi per più di 350 milioni l’anno dal resto del Paese. Terzo è il Veneto, con 161 milioni.

Fubini continua l’analisi, snocciolando altri dati. La regione che affronta i pagamenti maggiori è, manco a dirlo, la Calabria: più di 300 milioni di euro. Poco sotto c’è la Campania, che versa al Nord oltre 300 milioni di euro. “È il frutto della sfiducia degli abitanti del Sud verso le istituzioni dei loro territori – scrive Fubini sul Corriere -. Queste ultime dovranno riguadagnarsela, gli elettori e contribuenti dovranno esigere più responsabilità dei loro enti locali e negli ospedali, perché questi squilibri inizino a ridursi. E con essi il costo umano dell’esodo“.

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