29.000 anni fa eruttarono i Campi Flegrei: l’esplosione cambiò il Mediterraneo

Campi Flegrei

Napoli – Non è più un mistero per la scienza che il sottosuolo dei Campi Flegrei costituisca un super vulcano attivo. Addirittura, i Campi Flegrei vengono considerati il vulcano più pericoloso di tutta Europa. La conferma di questo rischio arriva da una recente ricerca pubblicata sulla rivista Geology. Allo studio, coordinato da Victoria Smith, dell’università britannica di Oxford, hanno partecipato Antonio Costa e Roberto Isaia, dell’Istituto Nazionale di Vulcanologia (Ingv), e Biagio Giaccio, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

La ricerca ha dimostrato che circa 29.000 anni fa dai Campi Flegrei partì un’eruzione spaventosa. Fu talmente violenta che tutto il mar Mediterraneo venne completamente ricoperto di cenere, a dimostrazione di quanto può essere pericoloso il vulcano.

Come spiega ad ANSA il ricercatore Antonio Costa: “Il risultato indica che le grandi eruzioni dei Campi Flegrei sono state più frequenti di quanto immaginato, ma comunque l’intervallo di ricorrenza tra un evento e l’altro resta elevato, perché in media sono passati circa 12.500 anni tra una grande eruzione e l’altra”.

Tutto è partito da sedimenti di magma ritrovati sui fondali del nostro mare. Dallo studio di tali sedimenti si è arrivati a capire la loro provenienza: “Per la composizione chimica del magma – ha spiegato il vulcanologo – si sapeva che l’origine doveva essere uno dei tre vulcani napoletani, cioè Ischia, Vesuvio o Campi Flegrei, ma l’evento non era stato associato ancora a nessuno dei tre perché nell’area vicino ai tre vulcani non era mai stato individuato l’equivalente di questo strato di ceneri”.

Solo grazie ad uno studio chimico approfondito sui sedimenti e ad un’analisi quasi balistica sull’esplosione è stato stabilito che il responsabile fosse proprio il vulcano dei Campi Flegrei. Si trattò di un’esplosione immensa che diffuse materiale piroclastico per centinaia di chilometri.

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