Salerno, Valentina e il selfie contro Salvini: “Ora ricevo minacce di morte”

È diventata famosa, suo malgrado, Valentina Sestito, una ragazza di Salerno che durante il comizio tenuto da Matteo Salvini ha fatto un video in cui gli ha chiesto: “Salvini, non siamo più terroni di m***a? Per questo gesto ora la ragazza viene minacciata di morte sui social.

La ragazza ha si provocato il premier ma utilizzando le sue stesse parole, senza aggredirlo od offenderlo, eppure è stata subito allontanata chiedendo di cancellare il video. È riuscita però prontamente a salvarlo e a pubblicarlo sul suo profilo facebook.

Si legge su Il Corriere del Mezzogiorno, Valentina era alla manifestazione contro Salvini, organizzata dagli universitari, ma come fotografa: “Non stavo in piazza per protestare. Ma per fotografare i manifestanti. Studio fotografia”.

Da lì si è messa in fila per fare un selfie con il ministro: “Ho approfittato dell’occasione per parlargli. Volevo ricordare a Salvini quello che diceva fino a pochi anni fa. Cioé che siamo terroni. E io aggiungo terroni e antifascisti. Per questo quando è arrivato il mio turno ho cominciato a filmare col cellulare”.

Il ministro così ha urlato di cancellare il video e delle persone, forse la Digos, hanno allontanato Valentina e le hanno preso il cellulare. La ragazza racconta che in realtà non sa bene chi erano quegli uomini perchè non hanno mostrato tesserini o simili.

La ragazza racconta anche che è stata minacciata così: “La prossima volta ti spezzo le dita”.

Continua Valentina: “È una protesta sì, ma ironica, rispettosa, educata. Alla fine io stavo facendo un reportage fotografico e mi sono detta: qual è lo strumento più forte di propaganda di Salvini? La fotografia, il mio mezzo, quello che vorrei diventasse il mio lavoro. Mi sembra che il tutto rientrasse nelle regole democratiche che mi hanno insegnato i miei genitori. Tra l’altro a dirla tutta mio papà è un ex poliziotto”.

“Mio padre è orgoglioso di me. Perché mi ha insegnato che bisogna lottare per veder riconosciuti i propri diritti, che si manifesta per la libertà e la democrazia. Sempre rispettando le regole, sempre rispettando l’avversario. Ma gridando quando qualcosa non va”.

Ora racconta delle minacce di morte che le arrivano sui social, la chiamano “zecca comunista”, lei che protestava anche quando era al governo Matteo Renzi. Sta raccogliendo tutte le minacce per poi andare a denunciare. Alla fine si dice soddisfatta perchè è riuscita a dire a Salvini quello che voleva.

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