Scorta al cantiere Unesco chiuso per minacce: lunedì riapre

Ancora una volta la città è presa di mira dal racket ed è toccato in questi giorni, al cantiere Unesco di Porta Capuana.

Dalla voce dell’imprenditore Cosmo Galasso è stato appreso che il cantiere è stato vittima di numerose richieste di tangenti da parte della camorra. Nella giornata di ieri, 9 maggio, la ditta appaltatrice dichiara, di essere stata vittima per due giorni consecutivi di minacce e pressioni, pertanto si è vista costretta a chiudere e ad interrompere i lavori.

Le parole che hanno colpito gli operai e i titolari della ditta sono state dure e minacciose: «Chiudete il cantiere e venite a parlare, altrimenti vi spariamo uno ad uno». Commercianti e residenti della zona ancora una volta si dichiarano preoccupati e amareggiati.

Gente che svolge il proprio lavoro per far sì che questa città dai mille volti, abbia, ancora una volta , un patrimonio di cui andare fieri, all’improvviso si trova costretta a dover abbandonare tutto a causa di intimidazioni e aggressioni verbali da parte di persone che ogni giorno tentano e, tantissime volte ci riescono, di sporcare quello che di bello e onesto vuole essere fatto.

Tanti sono i cantieri nelle stessa condizione di questo, alcuni trovano il coraggio di andare avanti, fiduciosi nell’appoggio delle autorità, tanti altri che, atterriti dalla paura, non proseguono i lavori. Come spesso succede in questi casi, la colpa va anche  alle istituzioni che non metterebbero al sicuro i lavoratori, lasciandoli vittime di questi soprusi.

I titolari della ditta sono stati ricevuti dal sindaco di Napoli Luigi de Magistris che li ha ascoltati attentamente ed insieme alla suddetta, sono giunti alla conclusione di mettere sotto scorta il cantiere e proseguire i lavori.

Lunedì il giorno fissato per la riapertura. Atto di coraggio e di non sottomissione che, speriamo, spinga a denunciare sempre.

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