Rissa in Spagna, scagionato uno dei ragazzi campani: “E’ stata legittima difesa”

Dario è uno dei quattro studenti Erasmus coinvolti nella rissa a Cadice. Ha 25 anni e secondo il giudice si è solo difeso: “Mi hanno dipinto come uno scriteriato violento, – ha raccontato al Corriere – ho visto la mia faccia accanto a parole che non mi descrivono nemmeno lontanamente. Chiariamo subito una cosa: io non sono un violento, l’ultima zuffa che ricordo è alle scuole medie, niente più di una discussione fra ragazzini. Il pugno del filmato è il primo della mia vita, l’unico. Pensi che il giudice — non io, il giudice — mi ha scagionato perché dice che la mia è stata legittima difesa. Più di così…“.

Il giudice spagnolo ha dato ragione al ragazzo che ha raccontato di una rissa, quella ripresa dal video, avvenuta dopo un’aggressione subita dal gruppo degli italiani all’interno e all’esterno del Momart Club. In quei 35 secondi che hanno fatto il giro del web, però c’è solo il calcio violento che il suo amico Emilio ha dato al ragazzo quando era per terra già steso dal pugno di Dario.

Un attimo prima di entrare in scena in quel filmato – racconta – le stavo prendendo da 6-7 ragazzi spagnoli tutti assieme. Calci in pancia e una botta in testa che mi ha stordito. Non ho difeso soltanto me stesso ma anche i miei amici, e lo hanno detto al giudice tutti i testimoni sentiti”.

Dal gesto violento dell’amico Emilio, Dario prende le distanze: “È stata un’azione violenta e in quel momento del tutto gratuita“. “Mi dissocio da quel gesto perché una cosa così non si può fare nemmeno in un momento di rabbia come quello”, conclude.

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